Gerusalemme occupata – MEMO. A seguito degli attacchi israeliani alla moschea al-Aqsa di Gerusalemme e ai fedeli palestinesi, i cittadini arabi di Israele si sono uniti ai movimenti di protesta in tutto il paese in una dimostrazione di solidarietà senza precedenti verso la causa palestinese.
Domenica, migliaia di arabi israeliani hanno preso parte a manifestazioni nelle città settentrionali di Haifa, Nazareth, Shfaram e Tira. Decine di persone sono state successivamente arrestate per presunti disturbi dell’ordine pubblico e per aver lanciato delle pietre.
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Il Times of Israel ha riferito che decine di autobus pieni di arabi israeliani sono stati fermati dalla polizia per i controlli di sicurezza mentre si trovavano sulla strada principale che porta alla Città Santa. Molti passeggeri hanno poi bloccato il traffico e pregato in autostrada, in segno di protesta.
Secondo Haaretz, che ha citato Sireen Jbareen, uno dei principali attivisti arabi israeliani, oltre 250 manifestanti della cittadina (prevalentemente araba) di Umm al-Fahm, venerdì hanno preso parte alle proteste a Sheikh Jarrah, il quartiere palestinese nella Gerusalemme Est al centro delle recenti manifestazioni.
A Lod, a sud-est di Tel Aviv, un cittadino palestinese di 33 anni, di nome Musa Malakh Hassuna, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco.
Le rivolte hanno raggiunto anche il sud del paese, dove è stato riferito che beduini palestinesi hanno attaccato veicoli e provocato incendi per protesta.
Incredible sight: Thousands of Palestinian citizens in Israel make way on foot to Al-Aqsa after Israeli police blocked their buses. Tonight is the Night of Kadir, one of the holiest nights in Islam. The Israeli police are working hard again to cause chaos. pic.twitter.com/GN06QmZ4JJ
— No Limits (@NoLimits4Christ) May 8, 2021
Domenica, la polizia israeliana ha invaso la moschea di al-Aqsa e ha usato proiettili d’acciaio rivestiti di gomma e granate stordenti per disperdere i fedeli, ferendo centinaia di palestinesi che si erano riuniti lì per pregare durante il mese di Ramadan, ma anche per anticipare ad una marcia che commemora l’occupazione di Gerusalemme Est da parte d’Israele, durante la Guerra dei Sei Giorni, nel 1967.
