
Palestine Chronicle e Wafa. Oltre 70 organizzazioni e personalità ebraiche hanno firmato una lettera aperta a sostegno del boicottaggio del Festival di Sydney del 2022, per quello che hanno definito l'”art-washing” dell’Apartheid israeliano.
Decine di artisti e performer hanno già deciso di ritirarsi dal festival. Il boicottaggio di massa dell’evento è arrivato dopo che Israele è stato elencato come partner del festival annuale, poiché la sua ambasciata in Australia ha fatto una donazione di 20 mila dollari a sostegno di un coreografo israeliano.
"We Jews are honoured & humbled to stand alongside our Palestinian siblings & echo their calls. We refuse to be complicit in Israel’s actions…Solidarity works. Countering colonialism – wherever & whenever it occurs – works."
— sara m. saleh | سارة صالح (@SaraSalehTweets) January 16, 2022
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“Seguendo l’esempio degli organizzatori palestinesi, sappiamo che non possiamo permettere che questo artwashing funzioni come previsto. Invece di rimanere in silenzio, vogliamo dire ad alta voce: l’Apartheid israeliano, il colonialismo […] e l’occupazione non possono continuare”, si legge nella lettera aperta.
“Israele si impegna nella violenza quotidiana, dalla violenza di tribunali militari, posti di blocco, colonie, omicidi, furto di terre e molestie quotidiane delle comunità palestinesi in Cisgiordania, all’assedio di Gaza, agli attacchi aerei e quelli a Gerusalemme Est [avvenuti] a maggio del 2021 […]”, hanno aggiunto i firmatari.
“I boicottaggi sono uno strumento non violento ed efficace per smascherare questo tipo di ingiustizie ed aiutarci ad assumere una posizione contro di esse. La solidarietà funziona. Contrastare il colonialismo, ovunque e in qualsiasi momento, funziona. Ci dedichiamo a lavorare al fianco delle popolazioni indigene ovunque, ad amplificare le loro voci e le loro conoscenze nella lotta contro il colonialismo”, continua la lettera.
I firmatari hanno esortato il Festival di Sydney a rifiutare questo “artwashing” dell’Apartheid israeliano, e hanno invitato le persone di tutto il mondo a prendere posizione in solidarietà e a rifiutarsi di far parte della propaganda israeliana.
Le organizzazioni firmatarie includono Loud Jew Collective, Ebrei contro il fascismo, Hue, Ebrei contro l’occupazione-Sydney, il collettivo Tzedek e le Voci ebraiche australiane indipendenti.
