
Gaza – Palestine Chronicle. Domenica, il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR) ha lanciato l’allarme sulle ripercussioni del divieto israeliano di ingresso di attrezzature e pezzi di ricambio sanitari nella Striscia di Gaza.
“È stato confermato che le autorità d’occupazione israeliane hanno vietato per dieci mesi l’importazione di nuovi dispositivi medici necessari per i servizi di radiologia negli ospedali della Striscia di Gaza”, ha affermato il PCHR.
#Israel Bans Import of Medical Devices into #Gaza Strip Hospitalshttps://t.co/W5MvPmZ9Gg pic.twitter.com/MymD32IMVp
— Palestinian Centre for Human Rights – PCHR (@pchrgaza) January 30, 2022
“Le autorità israeliane hanno anche vietato l’importazione dei pezzi di ricambio necessari per la manutenzione di molti dispositivi sanitari rotti e fuori servizio, nonostante la loro importanza nella diagnosi delle malattie e nel trattamento dei pazienti”, ha aggiunto il gruppo.
Secondo il gruppo per i diritti umani, più di due milioni di persone nella Striscia di Gaza dipendono dalle strutture governative per l’assistenza sanitaria.
“Queste strutture sanitarie sono già sull’orlo del collasso a causa dell’embargo imposto da Israele negli ultimi 15 anni, e la situazione è stata esacerbata dall’impatto della divisione interna palestinese e dai litigi politici. Il risultato è un sistema sanitario fragile nella Striscia di Gaza, una carenza perpetua di farmaci e dispositivi medici essenziali e un numero insufficiente di professionisti sanitari specializzati”.
Il PCHR ha sottolineato che il divieto israeliano costituisce una violazione degli articoli 55 e 56 della Quarta Convenzione di Ginevra.
“Chiediamo alla comunità internazionale e all’Organizzazione Mondiale della Sanità di fare pressione su Israele per costringerlo a rispettare i suoi obblighi e per consentire l’ingresso di forniture mediche nella Striscia di Gaza, in particolare i dispositivi radiologici”.
