Gerusalemme a gennaio: un prigioniero ucciso, 22 feriti e 254 arresti

Eu4alquds.org. A gennaio 2022, le autorità di occupazione israeliane hanno intensificato le violazioni dei diritti umani a Gerusalemme, da quando è in atto il tentativo israeliano di imporre nuovi controlli nell’area della Porta di Damasco che porta alla Città Vecchia e alla Moschea di al-Aqsa. I gerosolimitani hanno risposto a queste misure con scontri quotidiani che hanno causato decine di feriti ed arresti.

I dati raccolti dagli Europei per al-Quds hanno mostrato che l’esercito israeliano ha commesso 749 violazioni, con 16 tipi di violazioni dei diritti umani.

Il rapporto mensile pubblicato dall’associazione Europei per al-Quds ha monitorato la situazione, registrando, da parte di Israele, 40 sparatorie e aggressioni dirette dalle forze di occupazione israeliane, nei quartieri di Gerusalemme occupata. Il 24 gennaio Fahmi Hamad, 57 anni, del campo di Qalandia, a nord di Gerusalemme occupata, è stato ucciso dall’inalazione di gas lacrimogeni lanciati dalle forze di occupazione. Inoltre, 22 civili, tra cui un giornalista, sono stati feriti da proiettili letali e da granate assordanti e lacrimogeni. Il rapporto ha documentato che 26 cittadini sono stati picchiati e abusati. Il 26 gennaio, il prigioniero gerosolimitano Jamil at-Tamimi, 63 anni, è stato ucciso all’interno della prigione israeliana di Nitzan.

Durante tutto il mese, il team dell’associazione ha documentato che le forze di occupazione hanno effettuato 190 incursioni nelle città e nei quartieri di Gerusalemme, durante le quali hanno arrestato 254 cittadini, tra cui 12 bambini e almeno 7 donne, convocandone altri 8 e imponendo gli arresti domiciliari a 7 cittadini.

Il rapporto ha monitorato 35 demolizioni e notifiche da parte delle forze di occupazione, che hanno provocato la distruzione di 23 case e unità abitative, 18 delle quali sono stati obbligati a demolire gli stessi residenti, alla distruzione di 18 strutture, allo spianamento di due appezzamenti di terreno e di un cimitero, all’avviso di interruzione della costruzione di una moschea, oltre alla distribuzione di 12 avvisi di demolizione o di cessazione delle costruzioni o sfratti.

Le autorità di occupazione israeliane hanno anche emesso 4 ordinanze di confisca, tra cui una casa e il sequestro di 500 dunum a nord-est di Gerusalemme, e hanno respinto la richiesta della famiglia di poter tornare nella loro terra.

Durante questo mese gli Europei per al-Quds hanno registrato 6 provvedimenti israeliani per continuare con le attività di insediamento coloniale, inclusa l’approvazione della costruzione di 3.557 unità coloniali all’interno di 5 nuovi piani, l’approvazione di un piano quinquennale per modernizzare le infrastrutture e incoraggiare le visite degli ebrei al muro di al-Buraq adiacente ad al-Aqsa, oltre all’approvazione di un piano per espandere di cinque volte l’area del Centro Medico Hadassah.

La polizia di occupazione israeliana ha continuato ad attuare la politica di allontanamento dalla moschea di al-Aqsa o dalla città di Gerusalemme. Durante questo mese sono stati emessi 17 ordini di espulsione, tra cui 8 dal quartiere di Sheikh Jarrah, 3 da Gerusalemme, 1 dalla Cisgiordania e 5 dalla Moschea di al-Aqsa.

Per quanto riguarda l’attacco alla moschea di al-Aqsa, il rapporto documenta la partecipazione di 3.102 coloni all’invasione della moschea durante un periodo di 22 giorni, e due volte al giorno.

Inoltre, i coloni hanno continuato a compiere attacchi contro i cittadini della Gerusalemme occupata. Durante questo mese, si sono registrati 34 attacchi effettuati dai coloni, consistenti in aggressioni di cittadini, tentativi di impossessarsi di terre, assalto al Cimitero della Misericordia e aggressione di ragazze. Gli attacchi includono 22 incursioni effettuate da coloni nella moschea di al-Aqsa.

Il rapporto ha registrato 4 divieti di viaggio e 5 violazioni delle libertà dei media, tra cui la repressione di giornalisti, il ferimento di un giornalista e l’istituzione di 43 posti di blocco temporanei.

Gli Europei per al-Quds hanno avvertito delle pericolose ripercussioni causate dall’escalation degli interventi israeliani a Gerusalemme. Hanno anche invitato la comunità internazionale a muoversi rapidamente per fare pressione su Israele affinché ponga fine alla sua aggressione, fermi l’attuazione dei piani di sfollamento forzato e metta fine alle massicce violazioni dei diritti umani.

L’Associazione ha inoltre inviato un messaggio ai paesi dell’Unione Europea affinché si assumano le proprie responsabilità e obblighino la potenza occupante a rispettare il diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite, inclusa la Quarta Convenzione di Ginevra per la protezione dei civili, e a fermare la pratica del terrorismo di Stato contro civili gerosolimitani, e per consentire loro di svolgere i riti religiosi nelle moschee e nelle chiese, per tenere a freno le orde di coloni e per fermare le aggressioni alle persone e alle loro proprietà.

Ha ribadito il suo avviso sul pericolo dell’escalation israeliana e della politica di distruzione delle case palestinesi e dei tentativi di sfollamento di massa a Gerusalemme, avvertendo che ciò darà il via ad un’ondata di violenza che potrebbe minacciare la stabilità dell’intera regione.

Traduzione per InfoPal di Stefania Gestro

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