
Tel Aviv – Palestine Chronicle. L’ambasciatore ucraino in Israele, Yevgen Korniychuk, ha espresso “delusione” per la notizia che “rifugiati ucraini venivano detenuti all’arrivo in Israele”, secondo quanto riferito dal quotidiano israeliano The Times of Israel.
“Siamo rimasti delusi ieri dalla decisione del ministro degli interni [Ayelet Shaked], che ha spiegato che [Israele] non permetterà ai rifugiati ucraini di venire in Israele”, ha detto Korniychuk in una conferenza stampa a Tel Aviv.
Ukraine's Ambassador to Israel, Yevgen Korniychuk,
— Marian Houk (@Marianhouk) March 2, 2022
says tens of Ukrainians who came to stay with family + friends are being held at [Ben Gurion] — and being required to deposit several thousand shekels as *guarantees* that they'll eventually leave Israel.https://t.co/zFGi8qdXLc
Il quotidiano israeliano ha anche riferito che l’ambasciatore “ha espresso sgomento per il fatto che Israele continui a rifiutarsi di fornire elmetti e giubbotti militari tanto necessari per la protezione civile e militare”.
“Ha anche parlato degli ucraini che hanno aiutato gli ebrei durante l’Olocausto, dicendo che Israele dovrebbe ora aiutare anche i suoi connazionali”.
Israeli headed for border killed in Ukraine in apparent case of mistaken identity https://t.co/zC679aaGbT
— Haaretz.com (@haaretzcom) February 28, 2022
Secondo quanto riferito, negli ultimi giorni centinaia di migliaia di ucraini sono fuggiti dalla guerra. Alcuni di loro hanno cercato di raggiungere Israele per stare con altri membri della famiglia. Invece, si sono ritrovati “arrestati all’aeroporto Ben Gurion”, secondo il Times of Israel, che ha citato Korniychuk ed un avvocato che rappresenta i rifugiati.
“Secondo l’avvocato, gli ucraini che hanno richiesto rifugio sono attualmente detenuti in una sezione dell’aeroporto prima del controllo passaporti, in modo tale che Israele li considera non ancora formalmente entrati nel Paese”.
“Questa è la decisione dello Stato di Israele e non siamo riusciti ad intervenire […]”, ha detto Korniychuk. “Ma facciamo appello alla vostra umanità per comprendere i bisogni della nostra gente. Non stanno scegliendo dove alloggiare e alcuni di loro stanno arrivando […] perché hanno parenti o amici qui, disposti a prendersi cura di loro. Non stiamo parlando di lavoratori illegali”.
