Chiesa episcopale statunitense adotta risoluzioni in appoggio dei palestinesi

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Washington – PIC. La Chiesa episcopale negli Stati Uniti ha condannato la continua occupazione, segregazione e oppressione del popolo palestinese da parte di Israele, oltre alla sua attività di ebraicizzazione della città santa di Gerusalemme.

Nel suo 80° congresso generale tenutosi di recente a Baltimora, la Chiesa episcopale ha emesso quattro risoluzioni che denunciano le pratiche israeliane contro il popolo palestinese e chiedono giustizia per essi.

In una delle sue risoluzioni, la Chiesa ha invitato il presidente degli Stati Uniti, il Congresso, i governatori e i parlamentari statali “ad opporsi ad una legislazione che penalizza o criminalizza il sostegno a tutti i boicottaggi non violenti, disinvestimenti e/o sanzioni, specialmente a nome dei diritti umani palestinesi […]”.

Ha anche esortato il presidente degli Stati Uniti ed il Congresso “ad agire per opporsi alle leggi e alle pratiche israeliane che si traducono in diritti ineguali per due popoli [palestinesi e israeliani]”.

Un’altra risoluzione chiede di condizionare ai diritti umani gli aiuti militari statunitensi a Israele, e riafferma “l’impegno di lunga data della Chiesa a sostenere i diritti umani […] in tutto il mondo e a garantire che l’assistenza militare statunitense e la vendita di armi non siano utilizzate per perpetuare il conflitto, violare i diritti umani, o che contribuiscano alla corruzione, all’instabilità o alla violenza”.

La Chiesa ha anche chiesto ai suoi ministeri “di opporsi all’assistenza militare del governo degli Stati Uniti, compresa la vendita o la fornitura di armi e tecnologie correlate, come apparecchiature di sorveglianza, a paesi che hanno dimostrato violazioni dei diritti umani ben documentate, persistenti ed eclatanti”.

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