
Gerusalemme/al-Quds – WAFA e The Palestine Chronicle. L’assedio israeliano al campo profughi di Shu’afat e alla cittadina di Anata, vicino a Gerusalemme, è proseguito mercoledì per il quinto giorno consecutivo.
Le autorità d’occupazione israeliane hanno deciso di punire collettivamente più di 130 mila palestinesi residenti in questi due quartieri, rinchiudendoli all’interno della zona, a seguito di una sparatoria avvenuta sabato notte, che ha lasciato una soldatessa israeliana morta ed un altro gravemente ferito.
For 4 days, Israeli forces have been maintaing a siege on about 150,000 civilians in the Shuafat camp, Anata town & adjacent areas northeast of Jerusalem under the guise of looking for a wanted man. This has disrupted residents' vital interests, incl. education, work, & treatment pic.twitter.com/zfWMpdD57O
— Euro-Med Monitor in oPt (@EuroMedoPt) October 11, 2022
Le forze israeliane hanno chiuso il posto di blocco che porta alla Gerusalemme Est occupata e tutte le strade di accesso che portano ai due quartieri, impedendo a tutti – compresi studenti, malati, anziani e lavoratori – di lasciare i quartieri, ed impedendo anche l’ingresso di rifornimenti, in quello che alcuni hanno descritto come un crimine di guerra e contro l’umanità.
Allo stesso tempo, le forze israeliane hanno continuato per il quinto giorno a fare irruzione nelle case e a trattenere le persone con la scusa di cercare il responsabile dell’attacco.
For Third Day in a Row, 100,000 #Palestinians Remain under #Israeli Lockdown in #Shufat, #Anata (VIDEO) https://t.co/7Sr86CtI42 via @PalestineChron pic.twitter.com/TfcrgYpOkY
— Ramzy Baroud (@RamzyBaroud) October 10, 2022
I giovani residenti, nel frattempo, affrontano i soldati israeliani che fanno irruzione nei loro quartieri, attaccandoli con pietre e bottiglie, mentre questi rispondono con gas lacrimogeni.
