Israele: governo d’estrema destra “insiste” sull’immunità per i soldati israeliani

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Tel Aviv – MEMO. Le leggi che danno l’immunità ai soldati e alla polizia per i crimini commessi contro i palestinesi e che apportano modifiche alle regole di ingaggio sono state promosse dal nuovo governo israeliano d’estrema destra, guidato da Benjamin Netanyahu. Il primo ministro più longevo dello stato d’occupazione ha formato la coalizione più estremista e ultranazionalista nella storia del paese, che per molti potrebbe portare al collasso della democrazia.

Tra i ministri del nuovo governo figurano personaggi come Itamar Ben-Gvir, condannato in Israele nel 2007 per istigazione al razzismo e sostegno ad un’organizzazione terroristica ebraica. Hanno ottenuto importanti concessioni per entrare a far parte della coalizione guidata da Netanyahu. Una delle loro richieste è una legge che dia l’immunità ai soldati israeliani rispetto ai procedimenti giudiziari. Netanyahu sta anche cercando di porsi al di sopra della legge, cambiando le regole in modo da essere assolto dalle numerose accuse di corruzione che gravano su di lui.

Sia Netanyahu che i partiti religiosi d’estrema destra potrebbero ottenere l’immunità che stanno cercando sotto l’attuale governo di coalizione. “Stiamo insistendo su una legge che garantisca l’immunità a soldati e polizia e su modifiche alle regole sul fuoco aperto”, ha dichiarato due settimane fa ad Israel Hayom il capo della squadra di negoziazione della coalizione e probabile capo dell’ufficio di Ben-Gvir al ministero, secondo quanto riportato da Haaretz.

“Senza un cambiamento nei regolamenti sul fuoco aperto ed una legge sull’immunità per soldati e polizia, non c’è niente che vogliamo dal governo”, ha aggiunto Chanamel Dorfman. “Non entreremo nel governo senza queste cose”.

Funzionari della difesa israeliana citati da Haaretz hanno affermato che una legge sull’immunità che protegge i soldati e gli ufficiali di sicurezza dello stato dell’apartheid potrebbe avere l’effetto opposto. In conversazioni private, pare che abbiano espresso preoccupazione su tale legge, avvertendo che farà perdere a Israele la legittimità di cui ha goduto all’interno della comunità internazionale quando conduce operazioni militari.

Apparentemente, uno dei motivi per cui i soldati israeliani non sono ancora stati perseguiti dalla Corte Penale Internazionale per aver perpetrato crimini di guerra e contro l’umanità è la percezione della comunità internazionale che il governo israeliano abbia i meccanismi legali per consegnare alla giustizia i cittadini che violano la legge. Israele è riuscito ad eludere innumerevoli richieste di procedimenti giudiziari insistendo sul fatto che il suo sistema legale e politico possa svolgere indagini indipendenti per i crimini commessi dai suoi soldati.

I funzionari della difesa temono che Israele non sarà in grado di presentare questa richiesta alla CPI o alla comunità internazionale se la legge sull’immunità dovesse essere approvata. Con la crescente pressione sulla Corte penale internazionale e sulle Nazioni Unite affinché indaghino sui presunti crimini di guerra e contro l’umanità israeliani, gli stessi funzionari affermano che l’attenzione della comunità internazionale si concentrerà su Israele quando la guerra in Ucraina finirà.

La spinta ad approvare la legge sull’immunità è uno dei tanti motivi per cui il New York Times ha affermato che la democrazia in Israele è appesa ad un filo. “L’ideale della democrazia in uno stato ebraico è in pericolo” era il titolo di un editoriale del NYT su un governo guidato da estremisti di destra e sostenitori di gruppi terroristici ebraici.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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