I palestinesi affrontano diverse forme di guerra israeliana, afferma il primo ministro dell’ANP

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Ramallah. Il primo ministro dell’Autorità Palestinese, Mohammad Shtayyeh, ha affermato mercoledì che il popolo della Palestina occupata sta affrontando l’aggressione israeliana ed una guerra continua sotto varie forme, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa WAFA.

I commenti di Shtayyeh sono giunti durante il suo incontro con il Rappresentante Speciale dell’Unione Europea per i Diritti umani, Eamonn Gilmour, a Ramallah. All’incontro era presente anche il rappresentante dell’UE per la Palestina, Sven Kuhn von Burgsdorff.

“L’occupazione israeliana priva il nostro popolo dei suoi diritti più fondamentali, imponendo restrizioni di movimento con posti di blocco militari e muri, negandoci il diritto alle elezioni, confiscando le nostre terre, demolendo case e sfollando i loro abitanti”, ha affermato Shtayyeh. “Per quanto ancora continuerà il silenzio internazionale su ciò che sta accadendo qui in Palestina in termini di violazioni e misure [imposte] dall’occupazione?”

Il funzionario dell’Autorità Palestinese ha chiesto di porre fine alla doppia morale delle politiche nei confronti dei palestinesi e della loro causa, e di chiedere che Israele sia chiamato a rispondere per i suoi crimini contro il popolo palestinese.

“Dall’inizio di quest’anno, più di 160 palestinesi, tra cui 28 bambini e 6 donne, sono stati uccisi dalle forze d’occupazione e dai coloni, e Israele continua a trattenere i resti di centinaia di martiri in frigoriferi e tombe numerate”, ha spiegato.

Dal 1967, ha aggiunto Shtayyeh, Israele ha sradicato 2,5 milioni di alberi su terre palestinesi, inclusi 800 mila ulivi.

“Attualmente ci sono 751 mila coloni in Cisgiordania, e il governo d’occupazione vuole portare il loro numero a circa un milione a spese delle nostre terre, delle nostre risorse idriche e della vita dei nostri figli”, ha spiegato. Tutte le colonie israeliane ed i coloni che vi risiedono sono illegali secondo il diritto internazionale.

In conclusione, ha chiesto all’UE e alla comunità internazionale di esercitare pressioni su Israele per garantire “il nostro diritto di realizzare elezioni in tutti i Territori palestinesi, compresa Gerusalemme”.

(Foto. Anadolu Agency).

(Fonte: MEMO e Wafa).

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