
Abu Dabi. Gli Emirati Arabi Uniti stanno cercando di attrarre medici israeliani nel paese, secondo quanto riportato martedì dal Times of Israel. A causa delle proteste e degli scioperi popolari in Israele, a seguito dell’approvazione iniziale delle controversa riforma giudiziaria, “migliaia di medici” si sono uniti ad una chat di gruppo su WhatsApp, cercando consigli su come trasferirsi all’estero, e alcuni hanno già ricevuto offerte allettanti per trasferirsi nello stato del Golfo, afferma il rapporto, citando il canale televisivo israeliano Channel 12.
La chat di gruppo è stata avviata dopo che la Knesset ha approvato una legge per limitare la supervisione giudiziaria sul governo, la scorsa settimana, attirando almeno 3 mila medici.
Le offerte sono arrivate da fonti ufficiali negli Emirati Arabi Uniti, così come dal Bahrein: entrambi i paesi sono stati tra i primi due stati arabi a firmare gli Accordi di Abramo, negoziati dagli Stati Uniti con Israele, nel 2020, seguiti da Marocco e Sudan. A giugno, gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno stretto un partenariato strategico che coinvolge il Centro Medico Sheba di Israele e PureHealth, la piattaforma sanitaria più grande del Medio Oriente, con sede ad Abu Dhabi.
Il rapporto sottolinea che le condizioni delle offerte per gli Emirati Arabi Uniti includono uno stipendio “tre volte superiore alla media in Israele”, oltre a opportunità di istruzione per i figli dei medici ed un “visto d’oro” che permette la residenza a lungo termine e altri vantaggi.
La scorsa settimana, i medici di tutto Israele hanno organizzato uno sciopero generale di un giorno per protestare contro l’approvazione da parte del parlamento di un disegno di legge che abolisce la clausola della “ragionevolezza”, la quale permette alla Corte Suprema di Israele di annullare le decisioni del governo. La settimana precedente, l’agenzia di rating Moody’s ha lanciato l’allarme riguardo a “rischi significativi” per il paese a seguito della riforma giudiziaria, “con conseguenze negative per l’economia e la situazione di sicurezza in Israele”.
(Fonte: MEMO).
