Regno Unito: la maggior parte dei giovani ritiene che Israele non dovrebbe esistere, mentre il sostegno crolla

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MEMO. Nel Regno Unito, la maggioranza dei giovani non crede che Israele debba esistere, ha rivelato un sondaggio condotto da UnHerd, fornendo un’ulteriore prova del fatto che il sostegno allo stato di apartheid ha raggiunto il minimo storico. Secondo un recente sondaggio di YouGov, solo il 16% del pubblico britannico ha espresso solidarietà a Israele.

Il sondaggio di UnHerd ha intervistato 1.012 elettori sulla politica estera. Uno dei risultati più sorprendenti è che la maggioranza dei giovani britannici non ritiene che Israele debba esistere. Uno sconcertante 54% degli intervistati di età compresa tra 18 e 24 anni ha espresso questa opinione, mentre solo il 21% non è d’accordo.

Questo sentimento si delinea ulteriormente in un’altra domanda del sondaggio, che chiedeva chi fosse maggiormente responsabile dell’assalto militare di Israele contro i 2,2 milioni di palestinesi di Gaza. La metà degli intervistati ha dato la colpa al governo israeliano, mentre solo un quarto ha ritenuto responsabile Hamas. E solamente il 19% ha risposto che tutti le parti condividono la stessa colpa.

Il notevole cambiamento nell’opinione pubblica è stato sminuito da UnHerd, un media politicamente di destra, definendolo come un ulteriore segno dell’influenza negativa di TikTok. Invece di riconoscere la genuina opposizione all’offensiva militare israeliana a Gaza e la propria complicità in quello che molti considerano un genocidio, i governi occidentali e i media mainstream, su entrambe le sponde dell’Atlantico, hanno reso il gigante dei social media un comodo capro espiatorio, inquadrando il cambiamento nell’ambito di una cospirazione cinese.

I social media come TikTok sono molto popolari anche tra i soldati israeliani che infatti si filmano mentre abusano dei palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania occupata, o addirittura mentre commettono crimini di guerra. Questi video sono diventati una caratteristica della campagna militare israeliana, mostrando chiaramente la radicalizzazione delle forze di occupazione e la disumanizzazione dei palestinesi da parte di Israele.

L’enorme esposizione dei crimini israeliani sulle piattaforme dei social media ha svolto un ruolo significativo nel plasmare le opinioni dei giovani britannici, ha riconosciuto UnHerd. Si dice che l’immagine “tutti gli occhi su Rafah” generata dall’intelligenza artificiale sia stata condivisa più di 44 milioni di volte su Instagram, e i contenuti pro-Palestina stanno proliferando su TikTok.

TikTok ha respinto le affermazioni secondo cui la piattaforma cinese di social media avrebbe deliberatamente promosso contenuti anti-israeliani, citando le attitudini della sua base di utenti, composta prevalentemente da giovani.

Il sondaggio di UnHerd ha inoltre rilevato che i britannici di età compresa tra i 18 e i 24 anni sono molto più interessati alla guerra a Gaza che ad altri conflitti globali, come la guerra Russia-Ucraina o le tensioni tra Stati Uniti e Cina. In questa fascia di età, il 38% si è mostrato “molto interessato” a Gaza, e il 28% “abbastanza interessato”, rispetto al 19% e al 44% che sono “molto” o “abbastanza interessati” alla guerra in Ucraina.

Mentre la guerra israeliana entra nel suo ottavo mese, l’opinione pubblica nel Regno Unito si è spostata lentamente a favore della Palestina. In passato, i sondaggi indicano che il sostegno popolare per Israele ha raggiunto il suo massimo subito dopo gli attacchi del 7 ottobre, al 21%. Tuttavia, da allora questa cifra è diminuita, fino al livello complessivo di sostegno allo stato sionista che è crollato ad appena il 16%, secondo i dati di YouGov.

I risultati del sondaggio UnHerd sottolineano un cambiamento significativo nell’opinione pubblica britannica, in particolare tra le generazioni più giovani, riguardo al conflitto israelo-palestinese e all’esistenza stessa dello Stato di Israele. Mentre la guerra continua e la comunità internazionale cerca una soluzione, è probabile che questi cambiamenti di opinione svolgano un ruolo sempre più importante nel plasmare la politica estera del Regno Unito e gli sforzi diplomatici nella regione.

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi

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