Una foto di famiglia perfetta – ecco le ultime parole della dottoressa Ruba su Facebook prima del suo omicidio

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Gaza – The Palestine Chronicle. Un’unica foto ritrae perfettamente quella vita un tempo felice: i suoi due figli, Sinan e Kinzi, tengono in mano un cartello di laurea che recita “Mamma Ruba è la più bella dottoressa in farmacia”. Sullo sfondo, Ruba era in piedi con il suo abito da laurea e abbracciava suo marito, il noto giocatore di calcio palestinese Ahmad Abu al-Atta.

Il 21 giugno, un attacco israeliano ha bombardato la casa della famiglia Abu al-Atta, nei pressi della chiesa del Monastero Latino, nella città di Gaza, uccidendo la giovane coppia ed entrambi i loro figli, insieme ad altri membri della famiglia.

Secondo i media locali di Gaza, l’intera famiglia Abu al-Atta in quel quartiere è stata spazzata via dall’attacco israeliano, eliminando così dal registro civile ogni prova della sua esistenza.

La dottoressa Ruba, tuttavia, insieme alla sua famiglia, è esistita. Le tracce della loro esistenza sono ora sui social media, con le immagini di Ruba e dei suoi figli e quella del famoso “capitano Abu al-Atta”, uno dei migliori difensori di calcio della Palestina.

Prima di approdare all’Al-Ahli, noto agli appassionati di calcio come il Gigante Rosso, Abu al-Atta ha giocato per Gaza Sports, Al-Zaytoun, Al-Sadaqah, Beit Hanoun e Ittihad al-Shejaiya.

A marzo, un altro calciatore di spicco, Mohammed Barakat, è stato ucciso quando la casa della sua famiglia è stata bombardata, il primo giorno del mese sacro di Ramadan. È stato il primo giocatore di Gaza a segnare 100 gol per una sola squadra. Come Abu al-Atta, anche Barakat giocava per l’Al-Ahli e rappresentava la nazionale palestinese.

Secondo l’Associazione calcistica palestinese, l’omicidio di Abu al-Atta ha portato a 157 il numero di atleti palestinesi uccisi dal 7 ottobre, di cui più di 90 sono calciatori.

Sebbene la foto di famiglia, un tempo perfetta, esista ora solo sotto forma di immagine sui social media, Ruba è morta poco dopo aver lasciato un unico indizio su Facebook, predicendo la propria morte.

“Se moriremo, sappiate che siamo in pace e che siamo saldi, e dite al mondo che siamo persone con dei diritti”.

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