Come Israele conduce la sua guerra psicologica sul Libano

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Beirut – The New Arab. Mentre Israele e Hezbollah hanno intensificato gli attacchi attraverso il confine libanese e la possibilità di una guerra vera e propria è più vicina che mai, anche la “guerra psicologica” tra le due parti in conflitto si è riscaldata.

Dalle minacce israeliane di dispiegare armi “mai usate prima” ai funzionari governativi che promettono di “trasformare Beirut in Gaza”, Israele ha condotto una guerra psicologica contro il Libano, negli ultimi otto mesi, e anche molto prima.

Il gruppo musulmano sciita libanese, alleato di Hamas a Gaza e sostenuto dall’Iran, ha giurato di continuare a colpire obiettivi israeliani finché Israele farà la guerra a Gaza.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivelato domenica che le truppe saranno presto spostate alla frontiera settentrionale di Israele con il Libano per “scopi difensivi”, mentre l’invasione di Rafah si sta concludendo, e ha ribadito il suo obiettivo di garantire che i civili israeliani possano tornare nelle città di confine.

Minacce di “nuove armi”.

Le osservazioni di Netanyahu hanno coinciso con un servizio dell’emittente israeliana Channel 12 di domenica, secondo cui Israele avrebbe comunicato agli Stati Uniti l’intenzione di utilizzare “nuovi sistemi d’arma non specificati” in un conflitto con Hezbollah.

Il portavoce militare di Israele ha dichiarato la scorsa settimana di aver “approvato e convalidato” i piani operativi per un’offensiva in Libano, rilasciando un commento più esplicito riguardo a una guerra imminente.

Da parte sua, nelle ultime settimane, Hezbollah ha svelato nuovi armamenti e strategie, tra cui un missile terra-aria che ha costretto un caccia israeliano a ritirarsi, segnando la prima volta che il gruppo ha colpito la forza aerea di Israele.

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, in un discorso della scorsa settimana ha dichiarato che i suoi combattenti sono pronti per un’invasione e ha anche affermato che militanti di altre nazioni mediorientali e asiatiche sono disposti a unirsi alla lotta contro Israele.

Negli ultimi dieci giorni, ha pubblicato due video che rivelano il monitoraggio con i droni delle risorse israeliane, compreso il porto di Haifa, e la sua capacità di infiltrarsi nel sistema di difesa aerea di Israele senza essere notato.

Riportare il Libano all’età della pietra“.

Membri di spicco del governo israeliano hanno usato una retorica incendiaria per chiedere una maggiore intensificazione militare contro Hezbollah e hanno invocato l’occupazione del Libano meridionale.

Il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra Itamar Ben-Gvir, che ha chiesto ai palestinesi di lasciare Gaza, nei commenti rilasciati all’inizio del mese ha invitato a bruciare le “roccaforti” di Hezbollah.

“Stanno bruciando [noi] qui. Tutte le roccaforti di Hezbollah dovrebbero essere bruciate, dovrebbero essere distrutte. Guerra!”, ha affermato Ben-Gvir.

Lo scorso agosto, due mesi prima dello scoppio della guerra di Gaza, il ministro della Difesa Yoav Gallant, durante un viaggio al confine, ha dichiarato che se si fosse sviluppato un conflitto, Israele avrebbe “riportato il Libano all’età della pietra”.

All’inizio di questo mese, il ministro delle Finanze d’estrema destra, Bezalel Smotrich, ha invitato a concretizzare la minaccia di Gallant.

Criticando il gabinetto di guerra israeliano, di cui non fa parte, Smotrich ha scritto su X che “un anno fa, il ministro della Difesa aveva detto che avremmo rispedito il Libano all’età della pietra. Signor Primo Ministro, signor ministro della Difesa, signor Capo di Stato Maggiore: quel momento è arrivato”.

Nel frattempo, Netanyahu ha dichiarato che Beirut e il Libano meridionale saranno trasformati in “Gaza e Khan Younis” se Hezbollah “dovesse scegliere di iniziare una guerra totale”.

La retorica bellicosa ha spinto il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres a dire che “il mondo non può permettersi che il Libano diventi un’altra Gaza”.

Violazioni del diritto internazionale.

Israele è stato accusato di aver violato le leggi internazionali sui conflitti, impiegando munizioni al fosforo bianco, una sostanza tossica incendiaria, in aree popolate del Libano meridionale.

Proprio lunedì, alcuni video condivisi online da utenti libanesi hanno mostrato flussi di fumo bianco che cadevano sulle colline durante la notte. Le bombe al fosforo lasciano distinte strisce di fumo bianco nel cielo.

Gli esperti hanno avvertito che le azioni di Israele causeranno danni ambientali a lungo termine, oltre a costituire una grave minaccia per la sicurezza dei civili.

Human Rights Watch ha verificato l’uso della sostanza in almeno 17 comuni del sud da parte delle forze israeliane da ottobre.

All’inizio dei combattimenti, un giornalista libanese è stato ucciso e altri sei sono stati feriti da un carro armato israeliano mentre stavano facendo un reportage sui bombardamenti transfrontalieri vicino al villaggio di Alma al-Chaab.

Un’indagine delle Nazioni Unite, a marzo, ha confermato che un carro armato israeliano aveva sparato un colpo contro il gruppo di giornalisti e ha rilevato che non c’era stato alcuno scambio di fuoco per 40 minuti prima del bombardamento israeliano.

Echi del 2006.

Nell’estate del 2006, Israele ed Hezbollah hanno combattuto una guerra di 34 giorni che ha visto vaste zone della periferia meridionale di Beirut distrutte dagli attacchi aerei israeliani e porzioni del sud dilaniate.

Le indagini internazionali sul conflitto hanno poi scoperto che Israele ha dispiegato milioni di munizioni a grappolo nel Libano meridionale, negli ultimi tre giorni di guerra, disseminando il paesaggio e i villaggi di pericolosi ordigni inesplosi.

Le bombe a grappolo non sono illegali secondo le leggi internazionali di guerra, ma la ferocia con cui Israele le ha utilizzate durante il conflitto ha portato le Nazioni Unite e gli attivisti a chiederne la messa al bando.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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