
Sana’a. In un post su X di un membro del Consiglio politico supremo del gruppo yemenita Houthi, Mohammad Ali Al-Houthi, ha affermato che l’attacco di droni a Tel Aviv, all’alba di venerdì, rappresenta un “salto di qualità” nelle operazioni contro Israele.
Al-Houthi ha scritto: “Ci congratuliamo con il leader (leader del gruppo, Abdul-Malik Al-Houthi) e con gli eroi del popolo yemenita per la loro prima operazione che ha colpito l’entità temporanea (Israele) a Jaffa (Tel Aviv)”.
Ha aggiunto: “Questo sviluppo qualitativo conferma la preoccupazione jihadista portata avanti dal comandante Abdul-Malik Al-Houthi, dal popolo yemenita e dalle forze armate (affiliate al gruppo) ed è un messaggio di continuo sostegno (per Gaza)”.
“Ringraziamo Dio per questo salto di qualità e ringraziamo gli eroi dei droni yemeniti”, ha continuato Al-Houthi.
All’alba di venerdì, il gruppo ha annunciato di aver effettuato un attacco “il primo del suo genere”, con un drone carico di bombe contro Tel Aviv.
Da parte sua, un alto funzionario israeliano ha dichiarato al sito israeliano Ynet News: “Israele risponderà all’attacco dei droni effettuato dagli Houthi”.
Il dirigente, anonimo, ha continuato: “L’opzione di attaccare il territorio yemenita è sul tavolo”.
Dopo l’attacco, l’emittente pubblica israeliana ha confermato: “Un israeliano è stato ucciso e altri dieci sono rimasti feriti quando un drone è caduto nel centro di Tel Aviv, a centinaia di metri dall’ambasciata americana”.
Il canale israeliano Channel 12 ha riferito: “Nonostante gli intensi sforzi difensivi israeliani, il drone non è stato intercettato. Fonti della sicurezza affermano che l’incidente è un grave fallimento operativo ed è in corso un’indagine approfondita per esaminare il motivo per cui la posizione del drone non è stata determinata in anticipo”.
In solidarietà con Gaza, che sta affrontando una devastante guerra israeliana con il sostegno degli Stati Uniti, gli Houthi stanno prendendo di mira le navi mercantili israeliane o quelle ad esse collegate che navigano nel Mar Rosso, nel Mar Arabico e nell’Oceano Indiano utilizzando missili e droni.
(Fonti: X, MEMO, Quds News).
