
Gaza – Middle East Eye. Gli Emirati Arabi Uniti, gli Stati Uniti e Israele si sono incontrati giovedì ad Abu Dhabi per discutere i piani per il dopoguerra a Gaza, un giorno dopo che un alto diplomatico emiratino aveva segnalato che gli Emirati Arabi erano pronti a inviare forze di pace nell’enclave assediata.
All’incontro, ospitato dal ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed al-Nahyan, hanno partecipato il massimo funzionario della Casa Bianca per il Medio Oriente, Brett McGurk, il consigliere del Dipartimento di Stato Tom Sullivan e il ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer, secondo quanto riportato da Axios.
L’incontro è avvenuto sulla scia di un articolo di opinione pubblicato dal Financial Times che sosteneva il dispiegamento di una forza internazionale temporanea a Gaza per garantire “legge e ordine”.
Lana Nusseibeh, ex-ambasciatrice degli Emirati Arabi Uniti presso le Nazioni Unite, ora assistente del ministro per gli Affari politici degli Emirati Arabi Uniti, ha affermato che una forza internazionale potrebbe essere inviata a Gaza su invito dell’Autorità palestinese, come parte degli sforzi per raggiungere una soluzione a due Stati al conflitto israelo-palestinese.
Non è stato immediatamente chiaro il motivo per cui gli Emirati Arabi Uniti abbiano deciso di esporre la propria visione per la Striscia di Gaza un giorno prima dell’incontro, precedentemente non rivelato, con alti funzionari statunitensi e israeliani.
Tuttavia, almeno alcune delle precondizioni poste da Nusseibeh per una forza di pace a Gaza sembrano contraddire le posizioni dichiarate dal governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Nusseibeh, che proviene da un’importante famiglia di Gerusalemme, ha affermato che una forza internazionale non porterà stabilità a Gaza a meno che Israele non rimuova il blocco della Striscia di Gaza e ponga fine alla costruzione di colonie nella Cisgiordania occupata.
La sua richiesta che la forza internazionale sia un trampolino di lancio verso una soluzione a due Stati sfida direttamente la Knesset israeliana, che la scorsa settimana ha votato a stragrande maggioranza per respingere uno Stato palestinese.
Le monarchie del Golfo discutono la creazione di una Forza di Pace a Gaza.
Gli analisti sono scettici sulla possibilità che gli Stati Uniti riescano a reclutare gli Stati del Golfo per garantire la sicurezza e la ricostruzione nella Striscia di Gaza, in particolare mentre Israele continua a martellare l’enclave e i colloqui per un cessate il fuoco si arenano. Tuttavia, in privato, i funzionari statunitensi e arabi che hanno parlato con MEE suggeriscono che sono stati fatti alcuni timidi progressi.
La Casa Bianca e il Dipartimento della Difesa non hanno risposto alla richiesta di commento di MEE al momento della pubblicazione.
Gli Stati Uniti stanno lavorando alla stesura di un piano per la sicurezza di Gaza dopo la guerra, che vedrebbe una missione sostenuta dagli Stati Uniti guidata dal Cairo, in Egitto. Il mese scorso, Middle East Eye ha riferito che gli Stati Uniti stavano valutando piani per spostare le Forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese nell’area di responsabilità del Centcom. Israele è stato inserito nell’area di responsabilità del Centcom nel 2021.
Un alto funzionario della difesa statunitense ha precedentemente dichiarato a MEE che il Bahrein ha detto agli Stati Uniti che sarebbe disposto a dispiegare delle Forze di pace nella Striscia di Gaza. La polizia e le forze di sicurezza di Manama sono composte da molti pakistani e giordani di origine palestinese.
L’articolo di opinione del FT suggerisce che gli Emirati Arabi Uniti non considerano più la discussione sulla loro partecipazione a una forza internazionale temporanea come una questione privata.
Ciò rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto a maggio, quando gli Emirati Arabi Uniti avevano rilasciato una dichiarazione in cui si opponevano alle affermazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui Israele avrebbe fatto progressi con lo Stato del Golfo nel partecipare all’amministrazione della Striscia di Gaza dopo la guerra.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
