
Gaza – Reuters. Il capo dell’Ufficio politico di Hamas ed ex-primo ministro palestinese, Ismail Haniyah, è stato assassinato in Iran nelle prime ore di mercoledì, ha dichiarato il movimento di resistenza palestinese, facendo temere un peggioramento della situazione in una regione scossa dalla guerra di Israele a Gaza e dall’aggravarsi del conflitto in Libano.
Israele ha cercato di dimostrare che può arrivare a chiunque, ovunque. Ha assassinato o tentato di uccidere leader di Hamas e funzionari-chiave da quando il gruppo è stato fondato, nel 1987, durante la prima rivolta palestinese contro l’occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.
Due anni dopo, Hamas ha compiuto i suoi primi attacchi contro obiettivi militari israeliani, compreso il rapimento e l’uccisione di due soldati israeliani.
Ecco un elenco di leader e operatori palestinesi che sono stati presi di mira dall’esercito più potente e sofisticato del Medio Oriente.
YAHYA AYYASH.
Sfuggente mente militante islamica dietro un’ondata di attentati suicidi palestinesi, soprannominato “l’Ingegnere”, fu ucciso nella Gaza allora governata dall’OLP, il 5 gennaio 1996, quando il suo telefono cellulare esplose tra le sue mani. I palestinesi incolparono Israele, che rifiutò di assumersi la responsabilità. Hamas si vendicò con quattro attacchi suicidi che uccisero 59 persone in tre città israeliane nell’arco di nove giorni a febbraio e marzo.
KHALED MESHAAL.
Il predecessore di Haniyah come capo dell’Ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, divenne noto in tutto il mondo nel 1997 dopo che agenti israeliani gli iniettarono del veleno in un tentativo di assassinio mal riuscito in una strada fuori dal suo ufficio, nella capitale giordana Amman.
Il colpo fu ordinato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il fatto fece talmente infuriare l’allora re di Giordania Hussein che parlò di impiccare gli aspiranti assassini, che usavano passaporti canadesi falsi e che erano stati arrestati, e di annullare il trattato di pace della Giordania con Israele se non fosse stato consegnato l’antidoto.
Israele lo fece in cambio degli aspiranti assassini e accettò anche di liberare il leader di Hamas, shaykh Ahmed Yassin, per poi assassinarlo sette anni dopo a Gaza.
AHMED YASSIN.
Il 22 marzo 2004, Israele ha ucciso il cofondatore e leader spirituale di Hamas, sheikh Ahmed Yassin, tetraplegico, con un missile sparato da un elicottero mentre usciva da una moschea nella città di Gaza, sulla sua sedia a rotelle. Israele aveva cercato di ucciderlo nel 2003 mentre si trovava nella casa di un membro di Hamas a Gaza.
Migliaia di palestinesi hanno marciato a Gaza gridando vendetta e minacciando di “mandare la morte in ogni casa” di Israele.
La sua uccisione ha provocato proteste e condanne diffuse nei Territori palestinesi e nel mondo musulmano in generale e ha segnato un peggioramento significativo nel conflitto israelo-palestinese, sottolineando le tensioni profonde e le sfide per raggiungere la pace nella regione.
ABDEL AZIZ AL-RANTISI.
Il 17 aprile 2004, un elicottero israeliano ha colpito un’auto nella città di Gaza uccidendo il leader di Hamas Abdel Aziz al-Rantisi. Anche due guardie del corpo sono state uccise. La leadership di Hamas si nascose e l’identità del successore di Rantisi fu tenuta segreta.
Il suo assassinio è avvenuto poco dopo aver assunto la guida del movimento a Gaza in seguito all’uccisione di sheikh Ahmed Yassin.
ADNAN AL-GHOUL.
Il “master bomber” di Hamas è stato ucciso in un attacco aereo israeliano nella città di Gaza, il 21 ottobre 2004. Al-Ghoul era il numero due dell’ala militare di Hamas ed era noto come il “padre” del razzo Qassam, un missile di fortuna sparato contro le città israeliane.
NIZAR RAYYAN.
Un chierico ampiamente considerato come uno dei leader politici più duri di Hamas, Nizar Rayyan aveva invitato a rinnovare gli attentati suicidi in Israele. Due delle sue quattro mogli e sette dei suoi figli sono stati uccisi nell’attentato nel campo profughi di Jabalia, il 1° gennaio 2009. Giorni dopo, un attacco aereo israeliano ha ucciso il ministro degli Interni di Hamas, Saeed Seyyam, nella Striscia di Gaza il 15 gennaio. Seyyam era a capo di 13 mila uomini della polizia e della sicurezza nell’enclave.
MAHMOUD AL-MABHOUH.
Mahmoud al-Mabhouh, uno dei fondatori del braccio armato di Hamas, è stato ucciso da una “forte scossa elettrica alla testa” e poi “strangolato” nella sua stanza d’albergo a Dubai il 20 gennaio 2010. Si ritiene che una squadra di agenti del Mossad israeliano abbia eseguito l’assassinio utilizzando falsi “passaporti europei”. Al-Mabhouh era membro dell’Ufficio politico di Hamas quando aveva sede a Damasco.
SALEH AL-AROURI.
Un drone israeliano ha colpito la periferia meridionale di Dahiyeh, a Beirut, uccidendo il vice-capo di Hamas Saleh al-Arouri il 2 gennaio 2024. Al-Arouri era anche uno dei fondatori dell’ala militare del movimento, le Brigate Qassam.
ISMAIL HANIYAH.
Ismail Haniyah è stato assassinato nelle prime ore di mercoledì mattina in Iran, ha dichiarato il movimento di resistenza palestinese.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane (IRG) hanno confermato l’uccisione di Haniyah, avvenuta poche ore dopo la sua partecipazione alla cerimonia di giuramento del nuovo presidente del Paese. Le IRG hanno dichiarato che stanno indagando sull’attacco all’edificio in cui è stato aggredito e ucciso.
I media iraniani hanno riferito che si tratta di “una residenza speciale per veterani di guerra nel nord di Teheran”. L’emittente iraniana Nour News ha dichiarato che la residenza di Haniyah è stata colpita da un proiettile aereo.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
