L’analisi di PC: Cosa ci rivela l’attacco a Binyamina sulle capacità militari di Hezbollah

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(Foto PC: video grab).

Palestine Chronicle.. Questo è ciò che sappiamo: un drone di Hezbollah ha sparato un missile contro la mensa del campo di addestramento militare di Binyamina, situato a sud di Haifa.

I numeri oscillano. Alcune stime affermano che il numero di soldati israeliani feriti da un attacco di droni lanciati da Hezbollah contro una base militare israeliana, nei pressi di Haifa, sia di 67. Altre dicono 70, tra cui molti gravi o in condizioni critiche. Al momento in cui scriviamo questo articolo, il numero esatto e definitivo rimane ancora sconosciuto.

Anche il numero di morti è cambiato. Fonti israeliane ora affermano che sono stati uccisi tre soldati, abbassando così il numero originale, che indicava il bilancio delle vittime ad almeno 15.

Mentre il numero di morti è diminuito, il numero di feriti in condizioni critiche, o clinicamente morti secondo alcune fonti, è aumentato in modo significativo.

Qualunque sia il conteggio finale, oggi è sicuramente uno dei giorni più sanguinosi per l’esercito israeliano nel nord di Israele e nel sud del Libano.

Ciò che sappiamo per ora.

Questo è ciò che sappiamo: un drone di Hezbollah ha sparato un missile contro la mensa del campo di addestramento militare di Binyamina, situato a sud di Haifa.

Quindi, il drone si è trasformato anch’esso in un’arma, atterrando direttamente nello stesso punto, massimizzando in questo modo il numero di vittime militari israeliane.

I video delle scene caotiche hanno rapidamente raggiunto i social media e, nonostante un rigido divieto militare di pubblicazione, la notizia si è diffusa in un batter d’occhio.

L’esercito ha cercato di riprendere il controllo della narrazione, ma si è trattato di un caso in cui è intervenuto “troppo poco e troppo tardi”. Fonti mediche israeliane hanno affermato che almeno 50 ambulanze si sono precipitate sul luogo dell’incidente e il caos agli ingressi dei servizi di emergenza degli ospedali è stato filmato e trasmesso in diretta sui canali dei media israeliani.

Non solo le difese israeliane non sono riuscite a intercettare il drone, ma non hanno nemmeno tentato di farlo, sollevando molti interrogativi.

Queste domande si sono aggiunte a quelle già senza risposta di alcuni incidenti precedenti in cui le difese israeliane non avevano intercettato o non erano state attivate in tempo per riuscire ad abbattere droni, razzi o missili lanciati dal Libano.

Alcuni analisti affermano che Hezbollah sta riuscendo a ingannare il sistema di difesa israeliano. Altri sostengono che il sistema stesso è difettoso, come ha dimostrato l’attacco del 1° ottobre da parte dell’Iran.

Ma ci sono anche domande sul drone di Hezbollah utilizzato nell’attacco. Gli analisti dei media israeliani suggeriscono che il drone sia russo, mentre altri affermano che sia iraniano.

Hezbollah non ha rivelato nulla ma ha soltanto rilasciato la seguente dichiarazione:

“Abbiamo eseguito, la sera di domenica 13-10-2024, l’operazione di lancio di uno stormo di droni d’attacco su un campo di addestramento della Brigata Golani a Binyamina, a sud di Haifa”.

A proposito di dichiarazioni, Hezbollah ha anche rivelato che i suoi combattenti hanno attaccato numerose basi militari israeliane, bloccando vari tentativi di infiltrazione nel Libano meridionale, ed effettuando attacchi più precisi che hanno preso di mira gli accampamenti militari israeliani.

Una di queste dichiarazioni ha esortato gli israeliani a evacuare le aree civili che vengono utilizzate dall’esercito israeliano come punti di incontro e per altri scopi militari.

“L’esercito nemico israeliano sta utilizzando le case dei coloni, in alcuni insediamenti nella Palestina occupata settentrionale, come punti di ritrovo per i suoi ufficiali e soldati, e le sue basi militari che dirigono l’aggressione contro il Libano si trovano nel mezzo dei quartieri degli insediamenti coloniali, nelle principali città occupate come Haifa, Tabariyya, Akka e altre”, ha affermato Hezbollah sabato scorso, aggiungendo che:

“Queste case e basi militari sono obiettivi per le forze missilistiche e aeree della Resistenza islamica, e avvertiamo i coloni di stare lontani da questi raduni militari per la loro sicurezza, fino a nuovo avviso”.

Che lezione possiamo imparare da quanto accaduto?

L’esercito israeliano ha affermato che sta aprendo un’indagine sulla questione.

Un’indagine preliminare, secondo i media israeliani, ha concluso quanto segue: due droni sono penetrati nello spazio aereo israeliano dal mare, uno è stato abbattuto ma l’altro è riuscito a raggiungere l’obiettivo.

L’indagine ha affermato che gli elicotteri israeliani hanno tentato di abbattere il drone ma non ci sono riusciti.

Ma questo è effettivamente accaduto, o è semplicemente una rassicurazione tardiva fatta al pubblico israeliano per dimostrare che l’esercito mantiene comunque un qualche tipo di controllo?

Non abbiamo motivo di credere alla versione militare degli eventi, per diversi motivi:

Uno: la narrazione militare sulla guerra, sia a Gaza che in Libano, è stata in gran parte basata su falsità e vere e proprie invenzioni.

Due: la maggior parte delle fonti dei media israeliani afferma che nessuna difesa aerea era in funzione quando il drone ha colpito il suo obiettivo.

Terzo: non si sono udite sirene nella zona, nonostante l’indagine preliminare dell’esercito israeliano abbia confermato di essere a conoscenza della presenza del drone precedentemente alla sua infiltrazione.

Ma c’è anche qualcos’altro da imparare: Hezbollah ha il controllo del campo di battaglia.

Poco prima che Hezbollah portasse a termine la sua operazione, e molte altre operazioni nel nord, l’esercito israeliano si vantava del fatto che, attraverso attacchi lanciati in precedenza, aveva ridimensionato le potenzialità della resistenza libanese.

Ciò che è accaduto oggi, e l’alto numero di vittime, suggeriscono il contrario.

Infatti, secondo i media israeliani, non solo Hezbollah aveva una conoscenza precisa della posizione del campo militare israeliano, ma ha scelto il momento preciso per lanciare l’attacco, sapendo che i soldati si sarebbero incontrati nella mensa in un orario e un luogo precisi.

Nonostante le rassicurazioni militari israeliane, in Israele ora il dibattito su Hezbollah non riguarda soltanto il suo arsenale, efficace e potente, ma anche l’efficacia e la potenza dei suoi servizi di intelligence.

Il mercoledì precedente, Hezbollah aveva diffuso alcuni video filmati durante una missione di ricognizione condotta dal famoso Hudhud del gruppo. L’attacco a Binyamina è stato un risultato di quella missione? Questa è una domanda che Benjamin Netanyahu, o meglio Binyamin Netanyahu, deve porsi in questo momento.

Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi

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