
Gaza-Quds News. I sei giornalisti sono gli unici professionisti dei media internazionali che ancora documentano i crimini di Israele nel nord di Gaza.
L’esercito israeliano ha ufficialmente dichiarato sei giornalisti di Al Jazeera che lavorano a Gaza come “terroristi”, accusandoli di legami con Hamas e il Jihad Islamico. I giornalisti presi di mira questa volta includono Anas Sharif, Hossam Shabat, Alaa Salama, Talal Al-Arouqi, Ismail Abu Omar e Ashraf Al-Sarraj.
Questa designazione giunge durante la vasta offensiva israeliana contro i giornalisti palestinesi a Gaza. Dall’inizio delle operazioni militari israeliane, infatti, le forze di occupazione hanno ucciso 177 giornalisti, tra cui il corrispondente di Al Jazeera Ismail Al-Ghoul e i cameraman Samer Abu Daqa e Hamza Al-Dahdouh. Questi giornalisti stavano documentando la crisi umanitaria e il genocidio in corso a Gaza.
Gli uffici di Al Jazeera sono già stati sottoposti a gravi provvedimenti da parte di Israele, tra cui la chiusura della sede di Ramallah il mese scorso. Questa repressione fa parte del tentativo più ampio che cerca di mettere a tacere i media che espongono le brutali realtà degli attacchi di Israele a Gaza. Nelle ultime settimane, i giornalisti hanno dovuto affrontare minacce sempre più frequenti, con i droni israeliani che li hanno preso di mira direttamente, soprattutto se indossavano l’equipaggiamento che li contraddistingue, con la scritta “PRESS”, come il fotografo Fadi Al-Wahidi che è rimasto ferito mentre documentava le evacuazioni civili vicino a Jabalia.
In un altro incidente, Ali Al-Attar, anche lui fotografo, è rimasto ferito da un attacco aereo israeliano che ha colpito alcuni civili sfollati vicino all’ospedale Shuhada’ Al-Aqsa, a Deir Al-Balah.
Al Jazeera ha condannato e respinto fermamente le accuse di Israele contro i suoi giornalisti, definendole false e parte del tentativo di mettere a tacere le poche voci dei media rimaste sul campo a Gaza. La rete televisiva ha sottolineato che queste accuse fanno parte di una campagna di propaganda volta a coprire i crimini di guerra commessi contro i civili a Gaza. Al Jazeera ha ricordato al pubblico che i suoi giornalisti sono gli unici professionisti dei media internazionali che stanno ancora documentando la terribile crisi umanitaria causata dall’assedio in corso e dagli attacchi indiscriminati contro i civili.
L’emittente ha respinto le affermazioni israeliane secondo cui i suoi giornalisti sono “terroristi”, evidenziando l’uso di prove fittizie inventate per supportare le accuse. Hanno ribadito che i loro reporter sono professionisti dedicati che lavorano in condizioni di estremo pericolo per riportare la verità sulle sofferenze di quasi due milioni di persone a Gaza.
Campagna israeliana contro un giornalista palestinese.
In risposta, le organizzazioni per i diritti dei media, tra cui il Palestinian Centre for Development and Media Freedoms (MADA), hanno condannato la campagna di incitamento dell’esercito israeliano contro i giornalisti di Al Jazeera. Il centro MADA ha affermato che queste minacce cercano di ottenere il risultato di sopprimere i reportage indipendenti e impedire l’esposizione pubblica delle violazioni militari israeliane.
Inoltre, il Centre for Social Media Monitoring (Sada Social) ha notato un aumento dell’incitamento digitale contro i giornalisti, con gruppi di coloni che chiedono apertamente la loro uccisione su piattaforme come Telegram. Questa istigazione, unita alla violenza fisica contro i giornalisti, rappresenta una minaccia diretta alle loro vite e mira ad intimidirli affinché abbandonino il loro lavoro.
Sada Social ha sottolineato che queste azioni costituiscono gravi violazioni del diritto umanitario internazionale, in particolare dell’articolo 79 del Protocollo Aggiuntivo I della Convenzione di Ginevra, che impone la protezione dei giornalisti nelle zone di conflitto. L’uccisione di 177 giornalisti a Gaza evidenzia il tentativo sistematico di Israele di mettere a tacere la stampa e impedire al mondo di assistere alle sue azioni militari illegittime.
Potenziali tentativi di assassinio.
Hossam Shabat, uno dei giornalisti di Al Jazeera presi di mira, ha respinto le accuse sottolineando che si tratta di invenzioni e che sono forse il preludio a probabili tentativi di assassinio. Ha esortato le organizzazioni mediatiche internazionali a mostrare solidarietà ai giornalisti di Gaza, che sono sotto costante minaccia mentre documentano il disastro umanitario in corso nella regione.
L’ufficio governativo dei media di Gaza ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna l’incitamento diretto contro i giornalisti, affermando che Israele sta diffondendo false informazioni per screditare il loro lavoro. L’ufficio ha sottolineato che l’esercito israeliano ha ripetutamente falsificato i dati, incluso l’elenco dei giovani giornalisti palestinesi, definendoli come “leader militanti” senza alcuna prova credibile.
L’ufficio ha inoltre invitato i sindacati della stampa e le organizzazioni internazionali dei media a condannare i continui attacchi israeliani contro i giornalisti e a ritenere Israele responsabile dell’incitamento che porta spesso a conseguenze letali.
Alla luce delle attuali minacce, i media e le associazioni palestinesi per i diritti umani hanno esortato la comunità globale ad agire immediatamente per garantire la sicurezza dei giornalisti che lavorano a Gaza, che continuano a subire minacce sia fisiche che digitali semplicemente per aver riportato le realtà del conflitto. Le associazioni hanno sottolineato che proteggere i giornalisti è indispensabile per mantenere una stampa libera, in particolare nelle zone di conflitto, dove il loro lavoro è fondamentale per denunciare violazioni dei diritti umani e crimini di guerra.
Traduzione per InfoPal di Aisha T. Bravi
