Il valore dello sterminio della vita a Gaza

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Dissidentvoice.org. Di Paul Larudee. Israele sta utilizzando il nord di Gaza come test pratico per perfezionare la propria strategia di genocidio, volta alla completa eliminazione della vita umana. L’area a nord del corridoio di Netzarim, istituito da Israele in veste di confine tra il nord della città e il resto della regione, è attualmente isolata da qualsiasi tipo di rifornimento, e gli stermini più recenti stanno uccidendo gli ultimi abitanti rimasti, così come tutto ciò che è a sostegno della loro esistenza.

Prima dell’8 ottobre 2023, il nord di Gaza era patria di più di un milione di Palestinesi: si stima che, solo qualche settimana fa, il numero di abitanti sia sceso a 400.000. Attualmente, la stima è sempre più vicina ai 100.000 abitanti e continua a diminuire rapidamente. Probabilmente, metà della popolazione è scappata nel sud della città, dove il numero dei morti ammonta tra i 50.000 e i 100.000: migliaia sono morti a causa delle armi anti-civili israeliane, altri a causa di malnutrizione, malattie, assideramento e disidratazione, prevalentemente donne, bambini e neonati. Tutto ciò solo tra coloro che hanno lasciato il nord della città, e queste cifre sono solo approssimative, considerando le condizioni e la proliferazione delle fosse comuni. Questo numero è almeno due volte il totale complessivo dell’intera popolazione di Gaza. Ma l’obiettivo più immediato di Israele è di creare una terra desolata in cui potranno sopravvivere solo erbacce, insetti e piccoli rettili. A Beit Lahia, un solo attacco bomba ha ucciso più di cento persone, maggiormente donne e bambini. Più di cento attacchi di questo tipo hanno avuto luogo nel nord di Gaza a ottobre 2024, uno dei quali ha distrutto l’ultimo ospedale rimasto, uccidendo l’intero staff medico al suo interno. Per più di due settimane, l’area è stata priva di cibo e medicine, i giornalisti sono stati uccisi, e poche immagini e notizie sono state ricevute da Gaza.

Israele potrebbe riuscire a raggiungere il suo obiettivo di liberare completamente il nord di Gaza entro la fine di novembre. Se ciò avvenisse, potrebbe creare uno schema d’attacco per il resto di Gaza e per la Cisgiordania. Fino ad ora, tuttavia, niente di tutto ciò ha ridotto l’efficacia di Hamas e il resto della resistenza palestinese, anche nel nord di Gaza. Per cui, resta da stabilire se i colonizzatori ebrei di Israele riusciranno a ereditare il territorio.

Nel frattempo, dal 7 ottobre 2023, più di un milione di israeliani continua a lasciare Israele, tra le lunghe liste di partenza. Recentemente, 1300 riservisti su 1700 si sono rifiutati di rispondere alla chiamata alle armi, e più di cento soldati attivi si sono rifiutati di continuare: il tasso di soldati morti e feriti è al di là di tutto ciò che Israele abbia mai sperimentato, ostacolando l’invasione del territorio libanese. L’esercito israeliano ha comunicato la mancanza di soldati e gli scambi commerciali con Israele sono stati arrestati in vari settori: centinaia di imprese hanno chiuso. Il tentativo di Israele di espandere la guerra attaccando l’Iran è stata un totale fallimento: le opzioni sono in calo.

Quanti israeliani affronteranno i processi per i crimini di guerra? I palestinesi e i loro alleati stanno compilando delle liste di assassini con prove incriminanti spesso pubblicate sui social media dagli esecutori stessi. Nonostante l’inerzia della maggior parte della comunità internazionale e l’enorme armamento e la ricchezza messi a disposizione di Israele da parte degli Stati Uniti e altri Paesi, è sempre più incerto che la visione sionista sopravviverà più dei crociati, dei nazisti, neoconservatori, neoliberali o qualsiasi altra megalomania delirante.

Traduzione per InfoPal di Giusy Saviano

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