“Overdrive sionista” nel nuovo governo Trump: coloni israeliani entusiasti

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Tel Aviv – Al-Mayadeen. I coloni israeliani di destra e i sionisti nazionalisti hanno espresso un sostegno entusiasta per le nomine nell’amministrazione entrante del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, considerandola un’occasione senza precedenti per espandere la presenza israeliana nei territori occupati e porre fine in modo efficace a qualsiasi possibilità di uno Stato palestinese, ha riferito domenica il Guardian .

La nomina da parte di Trump di funzionari favorevoli alla colonizzazione è vista da alcuni come un “dream team” che potrebbe rimodellare in modo significativo la regione, e molti attivisti la definiscono un’“opportunità unica e speciale” per “Israele”.

La risposta dei gruppi palestinesi e delle ONG di sinistra all’interno dell’entità di occupazione è stata di allarme. Molti temono che l’esplicito sostegno di Trump alle posizioni israeliane di estrema destra possa incoraggiare il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu a portare avanti un’aggressiva espansione delle colonie.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha lanciato un duro monito: “La serie di nomine annunciate dal presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore il futuro di Israele”.

Dopo le elezioni statunitensi, le autorità israeliane hanno intensificato le demolizioni di case palestinesi a al-Quds Est e in Cisgiordania, territori occupati dal 1967. Ad al-Bustan, ad est di Gerusalemme, sono state demolite di recente nove case, lasciando numerose famiglie senza casa.

L’attivista di lunga data Fakhri Abu Diab ha condannato le demolizioni, accusando le autorità di voler cacciare i palestinesi dalla loro terra. “Questo è solo un modo per punirci e farci andare via”, ha detto, aggiungendo che le recenti demolizioni hanno lasciato 40 persone, tra cui bambini, senza un tetto. Sua moglie, Amina, ha fatto eco alle sue preoccupazioni, affermando che con Trump al potere “non c’è nulla che possa frenare Israele”.

La municipalità di Gerusalemme, controllata da Israele, ha tuttavia citato le leggi sulla zonizzazione come motivo delle demolizioni, sostenendo che gli edifici sono stati “costruiti illegalmente” su suolo pubblico.

Peggioramenti sotto Trump.

Il gruppo israeliano per i diritti Ir Amim ha sostenuto che il vero scopo di queste demolizioni è quello di collegare le sacche di coloni israeliani all’interno dei quartieri palestinesi a Gerusalemme Ovest. Ha avvertito che questo schema “potrebbe essere un presagio di ciò che accadrà” sotto l’amministrazione Trump.

L’ottimismo tra le fazioni di estrema destra dell’occupazione si estende ai partiti pro-colonizzazione della coalizione di governo, la più a destra della sua storia.

Il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, un esplicito sostenitore dell’espansione delle colonie, ha recentemente annunciato che il 2025 segnerà “l’anno della sovranità in Giudea e Samaria”, riferendosi alla Cisgiordania con i termini biblici preferiti dagli israeliani di destra e dai loro alleati statunitensi. Questa ambizione segnala un potenziale passo verso l’annessione dei territori occupati.

L’espansione delle colonie israeliani è aumentata in concomitanza con l’aggressione in corso a Gaza, che ha ucciso oltre 43 mila persone. Nel frattempo, alcuni funzionari di estrema destra, tra cui Smotrich, hanno partecipato a una recente conferenza che chiedeva la ricostituzione delle colonie ebraiche a Gaza, amplificando ulteriormente le ambizioni pro-colonie, fortemente favorite da Trump.

Le nuove nomine di Trump riflettono una posizione di profondo sostegno alle politiche espansionistiche di “Israele”. Il candidato alla carica di Segretario di Stato, il senatore repubblicano Marco Rubio, ha assunto una posizione dura, opponendosi al cessate il fuoco a Gaza ed esortando “Israele” a smantellare Hamas.

Altri estremisti.

Il proposto ambasciatore presso l’entità di occupazione israeliana, Mike Huckabee, sostenitore delle colonie israeliane nella Cisgiordania occupata, ha sempre definito “impraticabile” la soluzione a due Stati.

Huckabee sostiene anche la Fondazione Città di Davide, un parco archeologico finanziato dal governo e gestito da Elad, un gruppo di coloni accusato di aver sfollato famiglie palestinesi a Gerusalemme Est. Un rapporto dell’UE del 2018 ha criticato i progetti di Elad, sostenendo che servono come “strumento politico” per alterare la narrazione storica e legittimare le colonie.

Alcuni attivisti di estrema destra hanno paragonato Trump al re Ciro dell’antica Persia, che permise agli esuli ebrei di tornare a Gerusalemme. Daniel Luria, portavoce dell’ONG Ateret Cohanim, ha definito l’amministrazione di Trump una “situazione davvero unica” con il potenziale di “creare un nuovo Medio Oriente e riaggiustare tutto”.

Ateret Cohanim è nota per i progetti controversi che prevedono lo sfollamento di famiglie palestinesi per far posto ai coloni israeliani nella Gerusalemme Est.

Niente Cisgiordania, niente occupazione.

Tra i nuovi nominati da Trump, Huckabee e Rubio sono particolarmente elogiati dai sostenitori della colonizzazione per il loro rifiuto di riconoscere la Cisgiordania come occupata.

Le osservazioni di Huckabee del 2017 durante una visita nella Palestina occupata, in cui ha negato l’esistenza di una Cisgiordania o di un’occupazione in generale, sono citate dai coloni come prova dell’impegno dell’amministrazione alla loro causa sionista nazionalista.

La precedente amministrazione di Trump ha gettato solide basi per questa posizione favorevole all’occupazione israeliana, riconoscendo Gerusalemme come capitale “di Israele”, trasferendovi l’ambasciata statunitense e riconoscendo la sovranità israeliana sulle alture siriane occupate del Golan.

Gli attivisti favorevoli alla colonizzazione sono ottimisti sul fatto che il secondo mandato di Trump si spingerà ancora più in là, con figure come Luria che afferma: “Hanno parlato del diritto degli ebrei di vivere ovunque, che è impossibile dividere Gerusalemme in due […] e questo deriva da uno sfondo biblico. Come io vedo il re Davide e Abramo, anche loro li vedono”.

Con l’avvento dell’amministrazione Trump, sia i sostenitori che i critici concordano sul fatto che la politica statunitense probabilmente intensificherà l’espansione delle colonie israeliane, spingendo la regione verso cambiamenti significativi e forse ponendo fine alle speranze di lunga data di una soluzione a due Stati.

Musulmani delusi.

I leader musulmani negli Stati Uniti che hanno sostenuto il repubblicano Donald Trump per protestare contro l’appoggio dell’amministrazione Biden alla guerra israeliana contro Gaza e il Libano, sono ora delusi dal fatto che Trump abbia scelto un gabinetto composto in larga misura da figure favorevoli a “Israele”.

“Trump ha vinto grazie a noi e non siamo soddisfatti della scelta del Segretario di Stato e di altri”, ha dichiarato Rabiul Chowdhury, un uomo d’affari di Filadelfia a capo della campagna Abandon Harris in Pennsylvania e co-fondatore di Muslims for Trump.

Secondo gli analisti, il sostegno dei musulmani a Trump lo ha aiutato a vincere il Michigan e potrebbe aver contribuito alle vittorie di altri swing state.

Secondo Rexhinaldo Nazarko, direttore esecutivo dell’American Muslim Engagement and Empowerment Network (AMEEN), gli elettori musulmani si aspettavano che Trump nominasse nel gabinetto persone che promuovessero la pace, ma le prove di ciò sono state poche.

Nazarko ha espresso delusione e ha osservato che l’amministrazione è un fallimento per il “movimento pro-pace e anti-guerra”.

Ha dichiarato alla Reuters che Trump sembra “spingersi in overdrive sionista”, precisando che “ovviamente stiamo ancora aspettando di vedere dove andrà l’amministrazione, ma sembra che la nostra comunità sia stata presa in giro”.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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