Arcivescovo Atallah Hanna: Non riconosciamo il cosiddetto “sionismo cristiano”, e non trova posto negli insegnamenti cristiani

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Gerusalemme occupata – Quds News. L’arcivescovo Atallah Hanna, capo della Chiesa greco-ortodossa di Sebastia, ha denunciato con fermezza il concetto di “sionismo cristiano” in una dichiarazione, classificandolo come un termine illegittimo che non trova posto negli insegnamenti o nella letteratura cristiana.

L’arcivescovo ha sottolineato che il tentativo di fondere il cristianesimo con il sionismo è totalmente respinto, in quanto contraddice direttamente i valori fondamentali del cristianesimo, che sono incentrati sull’amore, la compassione, la fratellanza e la pace. 

Al contrario, ha sottolineato che il sionismo è un movimento razzista e terrorista che è stato responsabile di numerose catastrofi, compresa l’attuale campagna di genocidio a Gaza.

L’arcivescovo Hanna ha criticato l’aumento di individui negli Stati Uniti che si identificano come sionisti cristiani, descrivendo questo fenomeno come estraneo agli autentici valori cristiani.

Ha sostenuto che questi individui distorcono gli insegnamenti biblici, in particolare l’Antico Testamento, per allinearsi a programmi politici che in ultima analisi servono il progetto sionista coloniale e razzista.

Hanna ha fatto riferimento alla recente nomina di un nuovo ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, che si è apertamente allineato con l’ideologia sionista cristiana. 

Huckabee, che si dichiara pastore cristiano, ha negato l’esistenza della Palestina e del suo popolo, ignorando le realtà storiche. “È come se avesse scelto di ignorare o cancellare la storia”, ha detto l’arcivescovo, sottolineando la presenza di lunga data della Palestina e del suo popolo, a prescindere da tali negazioni.

“È profondamente preoccupante”, ha aggiunto Hanna, ”che questi individui occupino posizioni influenti negli Stati Uniti e affermino falsamente di rappresentare il cristianesimo. Se fossero veri cristiani, si batterebbero per la fine della guerra a Gaza e in Libano e spingerebbero per una soluzione giusta alla causa palestinese, che rispetti la dignità e la libertà del popolo palestinese. Invece, nascondono la testa sotto la sabbia come gli struzzi, fingendo che ignorando la realtà, questa cessi di esistere”.

Ha inoltre ricordato a coloro che negano l’esistenza della Palestina che i documenti storici, compreso il IV Concilio ecumenico tenutosi a Nicea nel IV secolo d.C., hanno riconosciuto il “Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina”. Questa, ha sostenuto, è una prova inconfutabile dell’esistenza della Palestina nel corso della storia.

L’arcivescovo Hanna ha esortato la comunità globale, soprattutto coloro che fraintendono gli insegnamenti cristiani, a riconoscere che la strada per la pace in Medio Oriente e oltre risiede nell’affrontare la questione palestinese. “La soluzione non sta nel negare l’esistenza del popolo palestinese, ma nel concedergli i suoi legittimi diritti in modo che possa vivere in pace e libertà come qualsiasi altra nazione”.

Hanna ha condannato i programmi dei sionisti cristiani, affermando che le loro azioni sono guidate da motivazioni coloniali e razziste piuttosto che da un genuino desiderio di pace. “La loro negazione dell’esistenza della Palestina è radicata nell’ignoranza, nell’odio e nell’adesione a programmi politici inumani e incivili”, ha affermato.

L’arcivescovo Hanna ha concluso ribadendo il suo netto rifiuto del termine “sionismo cristiano”, definendolo un affronto ai valori del cristianesimo. 

Ha invitato i media a descrivere accuratamente coloro che abusano dell’etichetta di cristianesimo, sottolineando che si tratta di “un gruppo che rivendica falsamente l’identità cristiana mentre in realtà aderisce alle ideologie violente e razziste del sionismo”.

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