Comandante israeliano conferma la pulizia etnica nel nord di Gaza: “Nessuno ritornerà”

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Gaza – Quds News. Ufficiali militari israeliani hanno confermato che la parte settentrionale di Gaza rimarrà inabitabile dopo i brutali attacchi di Israele alla regione. 

Il comandante, Itzik Cohen, che guida la Divisione 162 che opera nel nord di Gaza, ha dichiarato ai giornalisti, secondo Haaretz, che i suoi ordini sono chiari: “Nessuno tornerà nella parte settentrionale […]. Abbiamo ricevuto ordini molto chiari. Il mio compito è quello di creare una pulizia dell’area”.

Questa dichiarazione giunge in mezzo alle crescenti notizie di pulizia etnica nel nord di Gaza. I rapporti indicano che Israele ha forzato lo sfollamento di quasi tutti i residenti da aree come Jabalia, Beit Hanoun e Beit Lahiya.

Le evacuazioni forzate, ottenute attraverso una combinazione di bombardamenti aerei, fame e distruzione delle infrastrutture civili, hanno lasciato decine di migliaia di persone senza casa o accesso ai beni di prima necessità.

Sfollamento sistematico.

Secondo il rapporto, Israele ha deliberatamente preso di mira edifici residenziali, scuole e rifugi dove i palestinesi sfollati cercavano rifugio. 

La distruzione ha provocato un esodo di massa di civili dal nord di Gaza, con l’esercito israeliano che ha chiarito che a nessun residente sarà permesso di tornare. Queste azioni sono in linea con una strategia premeditata di pulizia etnica come parte del “Piano dei generali”.

Il generale di brigata Elad Goren, a capo del cosiddetto “sforzo umanitario” a Gaza, ha ulteriormente aggravato queste preoccupazioni affermando che coloro che sono rimasti a Jabalia hanno “abbastanza aiuti” dalle forniture precedenti, mentre ha affermato che Beit Hanoun e Beit Lahiya sono ora prive di abitanti.

Le sue osservazioni suggeriscono un approccio calcolato per affamare e sfollare i civili, contraddicendo direttamente le affermazioni sugli sforzi umanitari.

L’esercito israeliano ha ripetutamente negato di aver adottato il “Piano dei generali”, che prevede l’evacuazione di centinaia di migliaia di palestinesi nella città di Gaza e nei suoi dintorni sotto la spinta della fame e dei bombardamenti. 

La settimana scorsa, l’amministrazione Biden ha deciso di mantenere gli aiuti militari a Israele, nonostante le prove sempre più evidenti della sistematica campagna di fame di Israele contro Gaza, sostenendo che Israele non ha violato le leggi statunitensi sul blocco degli aiuti. 

All’inizio dello stesso giorno, il ministero della Difesa israeliano ha confermato di non avere piani immediati per l’invio di aiuti alla Striscia di Gaza settentrionale assediata.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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