
The Cradle. Gli ufficiali dell’esercito affermano che i mandati d’arresto della Corte penale internazionale (ICC) recentemente emessi contro il primo ministro israeliano potrebbe esporre i soldati a un maggiore rischio se all’estero.
Secondo l’inchiesta di Ynet, l’armata israeliana ha determinato che la decisione della Corte penale internazionale di emettere mandati d’arresto contro il primo ministro Benjamin Netanyahu potrebbe esporre gli ufficiali dell’esercito e i soldati a rischi di ripercussioni legali durante il periodo all’estero.
La decisione potrebbe incidere sul servizio obbligatorio e i soldati di riserva che hanno partecipato al genocidio di Tel Aviv contro la Striscia di Gaza.
Il 4 dicembre, il sito di notizie israeliano ha scritto: “Alcuni soldati hanno già dovuto lasciare le città visitate a causa delle preoccupazioni riguardo le procedure legali”.
Secondo l’inchiesta, l’esercito israeliano ha identificato circa 30 casi in cui i soldati si sono scontrati con procedimenti legali mentre visitavano alcuni Paesi. Almeno otto soldati israeliani sono stati costretti a lasciare i Paesi che stavano visitando, come Cipro, la Slovenia e i Paesi Bassi.
L’esercito israeliano ha messo in guardia decine di soldati, raccomandando loro di non viaggiare all’estero.
Non è stato ancora imposto un divieto ufficiale, ma è in atto un processo di valutazione del rischio a cui sono sottoposti i soldati che vogliono viaggiare.
Molti soldati israeliani, dall’inizio della guerra a Gaza, hanno pubblicato online video dove facevano affermazioni riguardo al genocidio, distruggevano case, ordinavano evacuazioni di massa o commettevano diversi crimini di guerra. Molte di queste testimonianze sono state usate come prove nel caso aperto dal Sud Africa contro Israele alla Corte internazionale di giustizia (ICJ).
L’inchiesta ha aggiunto che molte organizzazioni pro-Palestina hanno usato questo materiale per creare delle “blacklist” (liste di proscrizione) di soldati dell’esercito israeliano, pubblicando i loro nomi e le loro foto, “sperando di identificare i loro viaggi futuri”. Hanno poi compilato reclami legali o presentato petizioni alle autorità nei Paesi sopracitati.
L’esercito ha affermato: “I processi individuali contro gli spostamenti dei soldati e degli ufficiali minori all’estero potrebbero essere basati sulle regole della Corte penale internazionale. Israele fornirà assistenza legale immediata tramite l’ambasciata locale o il ministro degli Esteri ad ogni soldato o ufficiale che venga arrestato, convocato per un interrogatorio, o che pensi di essere seguito o fotografato mentre si trova all’estero”.
In seguito, ha aggiunto: “Nei Paesi non facenti parte della Corte penale internazionale, come gli Stati Uniti, la Cina o l’India, il diritto di guerra è esercitato dalla legislazione locale. Queste nazioni non sono obbligate ad agire secondo i mandati d’arresto della Corte penale internazionale, ma le leggi locali potrebbero comunque costituire una minaccia.”
Tel Aviv ha assunto degli esperti legali per “monitorare i cambiamenti nella legislazione” in decine di Paesi: “Questi avvocati controllano l’attività legale contro Israele, e, se necessario, rappresentano i soldati e gli ufficiali nei Paesi precedentemente citati”.
Il Procuratore capo della Corte penale internazionale Karim Khan ha annunciato, verso la fine di maggio, che la Corte aveva richiesto un mandato d’arresto per Netanyahu e l’ex ministro della difesa, Yoav Gallant. Le istanze includevano anche i mandati per Yahya Sinwar e Mohammad Deif, entrambi leader di Hamas. I mandati contro i due ufficiali israeliani sono stati poi emessi dalla Corte penale internazionale il 21 novembre.
Washington ha respinto la decisione dell’ICC, e ha precedentemente giurato di prendere provvedimenti nei riguardi della Corte.
Un portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America ha detto ai reporter: “Gli Stati Uniti hanno messo in chiaro che l’ICC non ha potere a riguardo. Stiamo dibattendo sui prossimi passi da compiere insieme ai vari partner, Israele inclusa”.
Traduzione per InfoPal di Giusy Saviano
