
Gaza – The Palestine Chronicle. “L’ingresso immediato di ulteriori forniture alimentari a Gaza è fondamentale per affrontare la crescente crisi di fame” nella Striscia.
Secondo le Nazioni Unite, da luglio, il numero di bambini ricoverati per cure a causa della malnutrizione a Gaza è salito a 4 mila al mese.
“L’OCHA riferisce che le gravi difficoltà di accesso continuano a impedire ai partner di effettuare controlli abbastanza regolari per individuare i casi di malnutrizione che necessitano di cure”, ha dichiarato martedì il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric durante un briefing con la stampa, citando l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).
"This is the reality here. Children screaming and crying for a piece of bread."
— UNRWA (@UNRWA) December 7, 2024
In a shelter in middle #Gaza, @UNWateridge encounters firsthand how children's malnutrition is preventing their injuries from healing properly.
The misery is endless for families facing winter. pic.twitter.com/IjTI8mYB68
“Finora, nel quarto trimestre del 2024, sono stati completati poco più di 151 mila screening, su 346 mila bambini sotto i cinque anni a Gaza”, ha aggiunto.
Da luglio, il numero di bambini ricoverati per le cure è aumentato, arrivando a più di 4 mila al mese, secondo l’OCHA.
Dujarric ha anche sottolineato gli sforzi per combattere la fame nell’enclave assediata, affermando che “l’ingresso immediato di ulteriori forniture alimentari a Gaza è fondamentale per affrontare la crescente crisi di fame” nella Striscia.
Situazione dei panifici.
Dujarric ha detto che i partner delle Nazioni Unite hanno riferito che quattro panetterie hanno ripreso a funzionare a pieno regime nell’enclave e che sono ricominciate anche le distribuzioni di pane ai rifugi e alle cucine comunitarie, insieme ai pasti pronti.
“Tuttavia, nei governatorati di Gaza Nord e Rafah, sette panetterie rimangono chiuse a causa delle ostilità in corso”, ha sottolineato Dujarric. “E a Deir al Balah e Khan Younis, tutti gli otto panifici sono chiusi, a causa della carenza di farina e dei problemi di sicurezza causati dal sovraffollamento”.
Only four out of 19 bakeries supported by WFP remained operational across Gaza, all of them in Gaza City, says OCHA. Ashraf Shannon has more on food crisis in besieged enclave, particularly in the north pic.twitter.com/rhc3QZWI2v
— TRT World Now (@TRTWorldNow) December 11, 2024
Ha sottolineato che il 1° dicembre a Deir al-Balah, il prezzo di un sacco di farina da 25 chilogrammi è salito all’equivalente di almeno 280 dollari, “e questo è ovviamente dovuto alla grave carenza di approvvigionamento”.
A Khan Younis il prezzo era di 245 dollari, ha aggiunto Dujarric.
Genocidio in corso.
In spregio ad una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato, Israele ha affrontato la condanna internazionale per la sua continua e brutale offensiva su Gaza.
Attualmente sotto processo davanti alla Corte internazionale di giustizia per genocidio contro i palestinesi, Israele sta conducendo una guerra devastante su Gaza dal 7 ottobre.
At least 18 Palestinians were killed in an Israeli raid targeting a house near the Kamal Adwan Hospital in Beit Lahia, located in the northern Gaza Strip.
— The Palestine Chronicle (@PalestineChron) December 11, 2024
Search efforts are currently underway to find missing individuals. Israeli forces reportedly detonated robots they had… pic.twitter.com/asXNr5rYu7
Milioni di sfollati.
Le organizzazioni palestinesi e internazionali affermano che la maggior parte delle persone uccise e ferite sono donne e bambini.
La guerra israeliana ha provocato una carestia acuta, soprattutto nel nord di Gaza, che ha causato la morte di molti palestinesi, soprattutto bambini.
Pro-Palestine activists disrupted the Egyptian president Abdel Fattah el-Sisi following his visit to Oslo, Norway, urging him to open the borders to Gaza to allow humanitarian aid to get into the famine-stricken Gaza Strip. pic.twitter.com/o4og6Oz4dD
— Quds News Network (@QudsNen) December 10, 2024
L’aggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone da tutta la Striscia di Gaza, con la stragrande maggioranza costretti nella città meridionale di Rafah, densamente affollata e vicina al confine con l’Egitto, in quello che è diventato il più grande esodo di massa della Palestina dalla Nakba del 1948.
Centinaia di migliaia di palestinesi hanno iniziato a spostarsi dal sud al centro di Gaza, alla costante ricerca di sicurezza.
Traduzione per InfoPal di F.L.
