La guerra dell’ANP (insieme a Israele e USA) alla resistenza anti-coloniale a Jenin

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Jenin-QNN e PC. Lunedì sono continuati gli scontri armati tra i combattenti della resistenza palestinese e le forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP), secondo quanto ha riferito Quds News Network (QNN).

Gli scontri fanno parte di un’ampia operazione lanciata dall’ANP a Jenin e nel suo campo profughi, che ha suscitato ampie condanne e proteste da parte dei palestinesi.

Lunedì uno sciopero commerciale globale ha travolto Jenin per protestare contro la campagna in corso, che dura ormai da più di una settimana.

I negozi in tutta la città hanno chiuso i battenti, mentre spari intermittenti provenienti da nuovi scontri risuonavano nella zona.

I disordini hanno già causato la morte di tre palestinesi, tra cui un bambino e un alto dirigente del Battaglione di Jenin, tutti uccisi dalle forze di sicurezza dell’ANP.

Proteste e crescente resistenza.
L’operazione ha scatenato dimostrazioni non solo a Jenin, ma anche in diverse aree della Cisgiordania, secondo QNN.

I dimostranti hanno espresso solidarietà ai combattenti della resistenza e si sono opposti con veemenza alle azioni dell’ANP, che molti considerano come un attacco alla spina dorsale della resistenza palestinese.

I critici sostengono che etichettare questi combattenti come “fuorilegge” mina il loro ruolo nella difesa delle comunità palestinesi dalle forze di occupazione israeliane.

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha condannato fermamente le azioni dell’ANP, descrivendo l’operazione come un pericoloso superamento delle linee rosse.

In una dichiarazione, il FPLP ha affermato che le armi della resistenza sono legittime e ha dichiarato i combattenti della resistenza come protettori del popolo palestinese, non criminali. Ha avvertito che i passi falsi dell’ANP potrebbero portare a conflitti interni e destabilizzare ulteriormente la regione.

Da parte sua, anche il leader di Hamas, Mahmoud al-Mardawi, ha denunciato le azioni dell’ANP, definendo la campagna un “suicidio politico”.

Hamas ha pianto la morte di Yazid Ja’ayseh, un importante leader della resistenza, ucciso durante l’operazione, definendolo un “leader martire” e condannando la campagna come fonte di conflitti interni durante un periodo critico per i palestinesi.

USA, coinvolgimento internazionale.
I resoconti suggeriscono un significativo coinvolgimento internazionale nella campagna di sicurezza dell’ANP.

Secondo l’agenzia di stampa israeliana Walla, gli Stati Uniti hanno esortato Israele ad approvare una spedizione urgente di equipaggiamento e munizioni per le forze di sicurezza dell’ANP.

Questa spedizione includerebbe caschi, giubbotti antiproiettile, dispositivi di comunicazione, equipaggiamento per la visione notturna, tute antibomba e veicoli blindati.

Il rapporto ha rivelato che il coordinatore della sicurezza degli Stati Uniti, il generale Mike Finzel, ha incontrato i leader della sicurezza dell’ANP prima dell’operazione per discutere i loro piani.

Durante queste discussioni, l’ANP avrebbe presentato un elenco dettagliato delle sue urgenti necessità agli Stati Uniti, che, a loro volta, hanno chiesto l’approvazione di Israele per le forniture.

Secondo quanto riferito, alti funzionari statunitensi, tra cui l’ambasciatore Jack Lew, avrebbero fatto pressione sul governo israeliano affinché desse il via libera alla richiesta.

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