Il capo dell’HTS promette di non permettere attacchi contro Israele

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Damasco. Il capo del gruppo militante Hayat Tahrir al-Sham (HTS), che ha spodestato il governo siriano all’inizio del mese in mezzo a diffuse notizie di sostegno occidentale e israeliano, afferma che non permetterà che il suolo del Paese venga usato per attacchi anti-israeliani.

“Non vogliamo alcun conflitto, né con Israele né con nessun altro, e non permetteremo che la Siria venga usata come trampolino di lancio per attacchi”, ha dichiarato Ahmed al-Sharaa in un’intervista rilasciata al Times lunedì.

Ha escluso attacchi dal territorio siriano contro il regime israeliano o qualsiasi altro “Stato”, in quello che, secondo gli osservatori, implica il riconoscimento del regime in questi termini e dell’occupazione dei territori palestinesi da parte di Tel Aviv.

In precedenza, al-Sharaa aveva anche affermato che il suo gruppo “non si impegnerà” in un conflitto con Tel Aviv, sostenendo che il motivo fosse lo “stato indebolito” del Paese.

Il fondatore del ramo siriano di al-Qaeda ed ex-vicecomandante di Daesh (ISIS) aveva anche detto che il regime non aveva più motivo di attaccare il Paese perché “Hezbollah e l’Iran non ci sono più”.

Nell’intervista di lunedì, ha ripetuto le osservazioni, sostenendo che gli attacchi israeliani contro la Siria “devono finire e Israele deve tornare alle sue posizioni precedenti”.

Il regime ha intensificato notevolmente i suoi attacchi mortali contro la Siria, in particolare contro le sue infrastrutture militari, all’indomani della presa di potere da parte dei militanti anti-Damasco, che, a quanto si dice, hanno ricevuto un ampio sostegno militare e la cooperazione da parte del regime israeliano e dell’Occidente sin dallo scoppio della militanza sostenuta dall’estero nel Paese, nel 2011.

Al-Sharaa ha anche pregato l’Occidente di revocare le sanzioni contro il Paese e ha respinto la designazione del suo gruppo come “organizzazione terroristica” da parte di Stati Uniti, Regno Unito e altri Paesi, sostenendo che l’HTS “svolge attività militari”.

Le osservazioni sono giunte mentre i Paesi starebbero esaminando la possibilità di rimuovere il gruppo dalla lista.

(Fonti: PressTV, Al-Mayadeen, The Cradle, Telegram).

Traduzione per InfoPal di F.L.

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