Israele minaccia i residenti del sud della Siria mentre le sue truppe portano avanti l’occupazione

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Damasco – The Cradle. Le forze israeliane hanno ordinato ai residenti della città di Baath, nel governatorato siriano meridionale di Quneitra, attualmente sotto occupazione da parte dell’esercito israeliano, di consegnare tutte le armi presenti nella città o di affrontare l’invasione.

Le truppe israeliane hanno ordinato ai residenti della città di Baath di consegnare tutte le armi entro due ore, il 22 dicembre, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Maariv.

L’esercito ha “lanciato un ultimatum ai residenti di al-Baath affinché consegnino le armi entro due ore, minacciando di entrare nella città”, si legge nel rapporto. Non è chiaro quali armi o infrastrutture militari si trovino a al-Baath.

E’ quanto avvenuto nell’ambito di un dispiegamento su larga scala nel sud della Siria.

Israele continua a consolidare la sua occupazione della Siria meridionale dopo aver esteso la sua presenza oltre le alture occupate del Golan e lo strategico Monte Hermon (Jabal al-Sheikh) dopo la caduta del governo di Bashar al-Assad, l’8 dicembre.

Il corrispondente di Al-Mayadeen in Siria ha riferito domenica “l’ingresso di carri armati e pattuglie meccanizzate dell’esercito di occupazione da al-Hamidiya, nella campagna di Quneitra, verso il centro del governatorato”. “L’ingresso delle forze israeliane ha coinciso con campagne di ricerca che hanno incluso alcune case e fattorie nei villaggi della campagna centrale”.

Secondo Al-Mayadeen, le truppe israeliane hanno anche aperto il fuoco indiscriminatamente verso le foreste di al-Hamidiya e al-Hurriya, nella campagna di Quneitra.

Israele ha creato sette avamposti permanenti lungo la zona cuscinetto monitorata dalle Nazioni Unite, che le forze israeliane hanno ampliato all’indomani della caduta di Damasco.

Due di questi avamposti sul Monte Hermon si affacciano su Damasco e su tutti i suoi sobborghi occidentali. Dall’8 dicembre, le forze israeliane hanno occupato illegalmente quasi 500 chilometri quadrati della Siria meridionale.

La recente espansione di Israele ha visto le truppe d’invasione impossessarsi di preziose fonti d’acqua, come la diga di al-Wahda sul bacino del fiume Yarmouk. Fonti d’informazione siriane e israeliane, tra cui Carmel News che cita una fonte iraniana, hanno riferito, all’inizio di questa settimana, che Israele controlla ora il 30% dell’approvvigionamento idrico della Siria e il 40% di quello della Giordania.

Dopo aver recentemente preso il controllo del bacino d’acqua dolce di Yarmouk, le truppe israeliane hanno ora raggiunto tre nuovi corpi idrici: Sheikh Hussein, la diga di Sahm al-Julan e la Baraka occidentale.

Di recente, l’esercito israeliano ha aperto il fuoco contro i manifestanti nei pressi del bacino di Yarmouk, che stavano protestando contro l’occupazione di Tel Aviv in Siria. Almeno una persona è stata ferita.

Le Nazioni Unite hanno espresso “profonda preoccupazione” per la violazione da parte di Israele della sovranità siriana e dell’accordo di confine del 1974 firmato indirettamente tra i governi siriano e israeliano. Dopo la caduta del governo di Assad, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato pubblicamente la fine dell’accordo.

Gli attacchi aerei israeliani hanno decimato la maggior parte delle capacità militari della Siria in una brutale campagna aerea lanciata dopo la caduta del governo a favore dei gruppi estremisti.

Martedì della settimana scorsa, Netanyahu ha dichiarato che le truppe israeliane occuperanno il territorio recentemente conquistato in Siria per il prossimo futuro.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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