Attacchi aerei israeliani colpiscono il confine tra Libano e Siria

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Beirut – The Cradle. Il 27 dicembre, l’esercito israeliano ha effettuato un grande attacco al valico di frontiera di Janta, tra Libano e Siria, che secondo Tel Aviv era utilizzato da Hezbollah per contrabbandare armi nel Paese.

Le riprese video dell’attacco hanno mostrato una forte esplosione.

Secondo la National News Agency libanese (NNA), le forze israeliane hanno bombardato tre siti alla periferia della città di Qusaya, nella regione della Bekaa, nell’est del Paese, vicino al confine siriano. Il corrispondente della NNA ha riportato di aver ascoltato il rumore di una grande esplosione.

“Alle prime ore di oggi, i jet da combattimento dell’aviazione israeliana hanno attaccato le infrastrutture del valico di Janta, al confine tra Siria e Libano, utilizzate per trasferire armi attraverso la Siria all’organizzazione terroristica Hezbollah”, ha dichiarato l’esercito israeliano in un comunicato di venerdì mattina.

“Lo sforzo di Hezbollah è guidato dall’Unità 4400, l’unità di rinforzo dell’organizzazione terroristica Hezbollah, che è responsabile del contrabbando di armi in territorio libanese dall’Iran e dai suoi proxy, e sta lavorando per aumentare il più possibile le scorte di armi dell’organizzazione terroristica”, ha aggiunto, accusando l’unità segreta di Hezbollah di costruire strade strategiche sul confine siro-libanese.

Venerdì l’artiglieria israeliana ha colpito anche il villaggio di Aita al-Shaab, al confine con il Libano meridionale.

Tel Aviv ha ripetutamente preso di mira i valichi di confine tra Libano e Siria negli ultimi mesi, sia durante la guerra terminata il 27 novembre sia durante il fragile cessate il fuoco che le forze israeliane stanno continuamente violando.

Le truppe israeliane hanno lanciato un’incursione più profonda nel sud del Libano il 26 dicembre, raggiungendo la città di Wadi al-Hujayr – che non erano riuscite a raggiungere durante le battaglie di terra con Hezbollah. Wadi al-Hujayr è nota come il “cimitero dei Merkava” a causa della feroce resistenza opposta da Hezbollah alle truppe durante la guerra del 2006.

Giovedì le forze israeliane hanno sparato ad un cittadino libanese nella città, sequestrandolo in seguito, prima di consegnarlo all’esercito libanese e all’UNIFIL.

Venerdì i media libanesi hanno dichiarato che altri due cittadini sono stati dati per dispersi e si sospetta che siano stati rapiti dalle forze israeliane.

“I contatti con i dipendenti di un ristorante nel [sud del Libano] Wadi al-Hujayr sono stati persi dopo che le forze israeliane si sono ritirate da esso ieri”, ha riferito il corrispondente del quotidiano Al-Akhbar il 27 dicembre.

Israele ha violato il cessate il fuoco – che si basa sull’attuazione della Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite – più di 100 volte da quando è entrato in vigore, con attacchi aerei mortali, arresti di cittadini libanesi, avanzamenti di truppe e campagne di detonazione di massa nei villaggi del sud. Tel Aviv sostiene di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah nel sud, che sono di competenza dell’esercito libanese secondo l’accordo.

Fonti della sicurezza libanese hanno riferito a The Cradle, il 23 dicembre, che l’esercito israeliano non è soddisfatto degli sforzi compiuti dalle LAF per attuare il cessate il fuoco e sta pianificando di mantenere una presenza nel sud.

“I francesi hanno comunicato all’esercito libanese che l’esercito israeliano non è soddisfatto di quanto sta accadendo [nel sud del Libano] e che non se ne andrà prima di aver distrutto tutte le infrastrutture di Hezbollah [a sud del fiume Litani, anche dopo la fine del periodo di attuazione di 60 giorni]”, hanno detto le fonti.

Le truppe israeliane devono ritirarsi dal Libano entro 60 giorni dall’annuncio del cessate il fuoco. Finora sono passate quattro settimane, lasciando solo un mese prima che l’esercito israeliano si ritiri, secondo l’accordo.

L’esercito si sta preparando a rimanere in Libano oltre il periodo di 60 giorni “fino a quando l’esercito libanese non sarà in grado di adempiere ai suoi impegni”, ha riferito il quotidiano Haaretz il 25 dicembre.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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