
Il Cairo – Press TV. Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi potrebbe rimandare la sua prevista visita a Washington, segnando una significativa battuta d’arresto diplomatica in seguito alle crescenti tensioni con il presidente statunitense Donald Trump per la crisi di Gaza e le minacce di tagliare gli aiuti.
Il viaggio di Sisi, previsto per il 18 febbraio, potrebbe essere rinviato alla luce dell’intensificazione delle tensioni in seguito alle minacce di Trump di trattenere gli aiuti statunitensi all’Egitto e alla Giordania a meno che non accettino di accogliere i palestinesi sfollati da Gaza, secondo quanto riportato martedì dal quotidiano londinese Al-Araby Al-Jadeed, citando fonti egiziane.
Le fonti egiziane hanno aggiunto che anche il vertice congiunto previsto nei prossimi giorni tra il presidente statunitense, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, il re giordano Abdullah II e il presidente egiziano potrebbe essere rinviato.
In risposta agli sviluppi, il 27 febbraio è previsto un vertice arabo d’emergenza al Cairo per unificare le strategie regionali in merito alla proposta statunitense e riaffermare il sostegno ai diritti dei palestinesi.
Lunedì, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero tagliare il sostegno finanziario a Egitto e Giordania se non si adegueranno al controverso piano della sua amministrazione sul trasferimento di oltre due milioni di residenti di Gaza.
In precedenza, il 4 febbraio, Trump aveva menzionato per la prima volta la sua intenzione di prendere il controllo di Gaza, possibilmente attraverso un intervento militare statunitense, e di ricostruire l’area, un piano denunciato da molti Stati regionali e mondiali e da esperti legali come pulizia etnica.
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, attualmente a Washington, ha respinto qualsiasi proposta che pregiudichi i diritti dei palestinesi, insistendo sul fatto che il Cairo non sosterrà misure che potrebbero portare allo sfollamento dei residenti di Gaza.
Fonti vicine al governo egiziano affermano che le tensioni tra il Cairo e Washington sono ai massimi degli ultimi trent’anni, citando le risposte “molto negative” dei funzionari dell’amministrazione Trump riguardo alle obiezioni dell’Egitto al piano di trasferimento proposto.
Le prepotenti osservazioni di Trump giungono nel contesto di una crescente analisi del sostegno degli Stati Uniti alle atrocità militari del regime israeliano.
Le sue osservazioni, inoltre, sono contrarie alla Risoluzione 194 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che definisce i principi per il raggiungimento di una soluzione finale di “pace”, che includa il “diritto dei rifugiati palestinesi a tornare nella loro patria”.
