
Gaza – Press TV. In Marocco, tra la crescente rabbia pubblica per l’attacco mortale di Israele ai palestinesi di Gaza, un importante sindacato dei lavoratori portuali marocchini ha chiesto il boicottaggio della Maersk Nexoe, una nave cargo danese accusata di trasportare rifornimenti militari statunitensi nella Palestina occupata.
Affiliato al noto sindacato marocchino dei lavoratori portuali (UMT), il sindacato ha esortato i portuali di Casablanca a rifiutare qualsiasi operazione di scarico o manutenzione per la nave al suo arrivo il 18 aprile.
Il sindacato ha affermato in una dichiarazione che agevolare il passaggio della nave renderebbe gli individui “complici diretti della guerra genocida contro il popolo palestinese”.
All’inizio di questa settimana, un gruppo di eminenti studiosi e religiosi, molti dei quali legati al movimento islamista Al-Adl Wal Ihssan, ha emesso un editto religioso congiunto, vietando l’attracco di navi sospettate di trasportare carichi militari nei territori occupati da Israele.
Si ritiene che la Maersk Nexoe stia facilitando il trasporto di pezzi di ricambio per i caccia F-35 al regime occupante.
Originariamente spedita da Houston sulla nave statunitense Maersk Detroit, l’equipaggiamento sarebbe diretto alla base aerea di Nevatim, nei territori occupati meridionali, che funge da principale base di lancio per le operazioni dell’Aeronautica Militare israeliana a Gaza.
Il movimento marocchino per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) ha anche invitato i lavoratori marittimi in Marocco, Spagna e Turchia – potenziali scali per queste navi – ad attuare identiche misure di boicottaggio.
La crescente indignazione pubblica sia per la guerra di Gaza che per le relazioni del Marocco con Israele ha scatenato proteste a Rabat, Casablanca e Tangeri, con manifestanti che chiedono la fine di tutti i legami diplomatici ed economici con il regime israeliano.
Hanno chiesto ai loro leader di porre fine a tutti i legami con il regime, stabiliti in base agli Accordi di Abramo, mediati dagli Stati Uniti, che i manifestanti hanno definito un “tradimento”.
Il Marocco ha aderito ai cosiddetti Accordi di Abramo alla fine del 2020, formalizzando le relazioni con Israele in cambio del sostegno degli Stati Uniti al controllo del Sahara Occidentale.
Il Paese nordafricano ha ufficialmente chiesto la cessazione immediata e duratura della guerra a Gaza, senza recidere i legami con Israele.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
