Ministro della Difesa israeliano: nessun aiuto umanitario entrerà a Gaza

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Gaza – Quds News. Israele non permetterà l’ingresso di alcun aiuto umanitario a Gaza per fare pressione su Hamas, ha dichiarato mercoledì il inistro della Difesa israeliano Israel Katz, mentre Israele estende l’aggressione all’enclave palestinese e continua un blocco che impedisce l’ingresso di aiuti da oltre un mese.

“La politica di Israele è chiara e nessun aiuto umanitario sarà consentito a Gaza”, ha affermato Israel Katz in una dichiarazione su X.

Impedire l’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia “è uno dei principali strumenti di pressione che impedisce ad Hamas di usare questo mezzo contro la popolazione”, ha affermato Katz.

“Nella realtà attuale, nessuno permetterà l’ingresso di alcun aiuto umanitario a Gaza e non sono in atto preparativi per consentire aiuti di questo tipo”, ha affermato.

Mercoledì mattina, Medici Senza Frontiere ha denunciato il “pieno assedio” di Gaza che ha esaurito le scorte di cibo, carburante e medicinali.

Le vite dei palestinesi vengono sistematicamente distrutte mentre i continui bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza dimostrano un “palese disprezzo” per la sicurezza degli operatori umanitari, ha avvertito MSF.

“Gaza è stata trasformata in una fossa comune per i palestinesi e per coloro che accorrono in loro aiuto. Stiamo assistendo in tempo reale alla distruzione e allo sfollamento forzato dell’intera popolazione di Gaza”, ha dichiarato Amande Bazerolle, coordinatrice delle emergenze di MSF nell’enclave.

L’ufficio di coordinamento degli aiuti delle Nazioni Unite (OCHA) ha dichiarato lunedì che la situazione umanitaria a Gaza è la peggiore dall’inizio della guerra. Secondo l’OCHA, è passato più di un mese da quando le autorità di occupazione israeliane hanno consentito l’ingresso di aiuti nel territorio, il più lungo blocco che la Striscia di Gaza abbia mai subito.

“La situazione umanitaria a Gaza è probabilmente la peggiore degli ultimi 18 mesi dallo scoppio delle ostilità”, ha dichiarato l’agenzia delle Nazioni Unite in un aggiornamento.

Secondo la classificazione IPC di insicurezza alimentare acuta, tra novembre 2024 e aprile 2025, oltre il 90% della popolazione di Gaza rientra nella fase IPC 3 (crisi) o superiore.

Quasi metà della popolazione si trova ad affrontare livelli di insicurezza alimentare di emergenza (fase 4), mentre il 16% si trova in una situazione di insicurezza catastrofica (fase 5).

Dalla ripresa della guerra da parte di Israele, quasi un mese fa, si sono registrate 1.630 uccisioni a Gaza, la maggior parte delle quali bambini e donne. Dal 7 ottobre 2023 sono state uccise più di 51 mila persone, con oltre 116.343 feriti.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

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