ONU: oltre il 90% delle case di Gaza distrutte o danneggiate durante la guerra israeliana

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Gaza – Al-Maydeen. Oltre il 90% delle abitazioni a Gaza è stato distrutto o danneggiato, ha riferito l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), mentre l’aggressione israeliana in corso aggrava la crisi umanitaria nell’enclave. L’OIM ha citato i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) nel suo rapporto di mercoledì.

L’OIM ha evidenziato l’entità della distruzione, avvertendo che i civili a Gaza sono sempre più vulnerabili e hanno un accesso limitato a rifugi sicuri.

“Senza un posto sicuro dove andare, le famiglie si rifugiano in rovine insicure”, ha dichiarato l’agenzia sulla piattaforma social X.

La situazione a Gaza è diventata critica, con vaste aree ridotte in macerie. La distruzione ha lasciato la maggior parte della popolazione sfollata, costretta a fare affidamento su rifugi di fortuna o sui resti delle proprie case.

L’OIM chiede un accesso umanitario urgente a Gaza.

L’agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni ha sottolineato l’urgente necessità di accesso umanitario alla Striscia assediata, osservando che gli aiuti essenziali per la fornitura di alloggi sono pronti per essere distribuiti.

“L’OIM ha pronto un alloggio: i punti di ingresso devono aprire ora!”, ha esortato l’organizzazione.

I punti di ingresso bloccati hanno impedito la consegna di rifornimenti essenziali, tra cui tende, materiali da costruzione e altri aiuti di emergenza necessari per sostenere le famiglie sfollate.

Mentre il genocidio continua, il costo umanitario per la popolazione di Gaza aumenta. L’allarme dell’OIM giunge in concomitanza con le richieste delle organizzazioni internazionali di un’azione immediata per consentire l’afflusso di aiuti nella regione.

La distruzione in corso ha intensificato le preoccupazioni per la sicurezza e il benessere dei palestinesi, la cui maggioranza ora non dispone di alloggi adeguati, acqua pulita e servizi medici.

UNRWA: Due milioni di palestinesi rischiano punizioni collettive.

Due milioni di palestinesi, la maggior parte dei quali donne e bambini, stanno subendo punizioni collettive, ha sottolineato il commissario generale dell’UNRWA.

“La fame si sta diffondendo e aggravando, deliberatamente e artificialmente”, ha dichiarato Philippe Lazzarini ai media martedì. “Gli aiuti umanitari vengono usati come merce di scambio e arma di guerra [da Israele nella Striscia di Gaza]”.

Lazzarini ha insistito sul fatto che “l’assedio di Israele deve essere tolto, i rifornimenti devono affluire, gli ostaggi devono essere rilasciati, il cessate il fuoco deve riprendere”. Si è chiesto quanto tempo ancora ci vorrà prima che le vuote parole di condanna si traducano in azioni concrete per togliere l’assedio, riprendere il cessate il fuoco e salvare ciò che resta dell’umanità.

(…).

Il bilancio delle vittime palestinesi continua a salire mentre la guerra incessante di Israele contro Gaza non accenna a rallentare, nonostante le richieste sempre più deboli della comunità internazionale per un cessate il fuoco.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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