Olocausto israelo-statunitense: 573° giorno. 45° dalla fine unilaterale del cessate il fuoco. Bambini uccisi, bambini feriti, bambini orfani, bambini denutriti: il neo-nazismo coloniale sionista contro l’infanzia palestinese

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Gaza-InfoPal. Le forze nazi-sioniste di occupazione israeliane (IOF) hanno continuato la loro guerra genocida sulla Striscia di Gaza per il 45° giorno consecutivo dopo aver posto fine unilateralmente al cessate il fuoco, sostenuti politicamente e militarmente dagli Stati Uniti. Decine di attacchi aerei e raffiche di artiglieria hanno colpito tutto il territorio, prendendo di mira case, tende e rifugi civili. Si tratta di una campagna sistematica di sterminio contro la popolazione civile di Gaza.

Questa mattina sono stati segnalati feriti tra i bambini trasferiti al Nasser Medical Complex dopo che gli aerei da combattimento israeliani hanno bombardato un’abitazione a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale.

Un’altra mattina sanguinosa e tragica, nella Striscia di Gaza, mentre donne palestinesi piangono i loro cari, massacrati dai continui attacchi aerei israeliani sull’enclave.

I fratelli Baha, Mais e Fatima Mohammed Hamdan sono stati uccisi ieri dopo che la loro casa nel campo profughi di Al-Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, è stata presa di mira.

Politiche naziste dello sterminio per fame. Bambini sempre nel mirino.

“Vorrei potermi pettinare di nuovo e pregare in piedi”.

Questo è un semplice sogno di Rahaf Ayad, una ragazzina di 12 anni del quartiere di Shuja’iyya a Gaza. Soffre di grave malnutrizione e di malattie sconosciute causate dalla guerra in corso a Gaza.

La sua salute peggiora di giorno in giorno e la sua famiglia implora il mondo di permetterle di viaggiare per cure mediche urgenti.

Da oltre due mesi, l’occupazione israeliana ha chiuso ermeticamente il valico di Rafah, bloccando non solo i viaggiatori ma anche tonnellate di aiuti umanitari ammucchiati dall’altra parte, aumentando il rischio di morte tra i bambini.

Tra le strade devastate di Gaza, i bambini usano le loro piccole mani per costruire un muro con le macerie, cercando di ripristinare un barlume di speranza.

(Fonti: Quds Press, Quds News network, PressTv, PIC, Wafa, The Cradle, Al-Mayadeen; ministero della Salute di Gaza; Euro-Med monitor, Telegram; credits foto e video: Quds News network, PIC, Wafa, ministero della Salute di Gaza, Telegram e singoli autori).

Per i precedenti aggiornamenti:

https://infopal.com.br/category/genocidio-e-pulizia-etnica-a-gaza

https://infopal.com.br/category/ciclone-al-aqsa

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