
Gaza – MEMO. Venerdì, un attacco aereo israeliano ha colpito un punto di distribuzione alimentare nel quartiere di Sheikh Ridwan, nella parte settentrionale della città di Gaza, uccidendo sei palestinesi e ferendone diversi altri.
Le associazioni per i diritti umani hanno dichiarato che Israele ha preso di mira negozi di alimentari e mense popolari nell’ambito della sua politica della fame per costringere i palestinesi a lasciare la Striscia di Gaza prima di annetterla.
Lo stato di occupazione ha completamente sigillato la Striscia, il 2 marzo, vietando l’ingresso di cibo, acqua e medicinali, in violazione del diritto internazionale.
In una dichiarazione rilasciata venerdì, Save the Children ha sollecitato che “il blocco degli aiuti venga immediatamente revocato e che gli aiuti umanitari possano entrare a Gaza”, aggiungendo che le parole di preoccupazione sono “prive di significato senza azioni concrete”.
L’esercito israeliano ha rinnovato un attacco mortale a Gaza il 18 marzo, infrangendo l’accordo di cessate il fuoco e di scambio di prigionieri entrato in vigore a gennaio. Oltre 52.400 palestinesi sono stati uccisi a Gaza in un brutale attacco israeliano dall’ottobre 2023, la maggior parte dei quali donne e bambini.
Lo scorso novembre, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex-ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l’umanità a Gaza.
Israele è inoltre accusato di genocidio presso la Corte internazionale di giustizia per la sua guerra contro l’enclave.
Traduzione per InfoPal di F.H.L.
