
Gaza – PIC. Il Comune di Gaza ha avvertito che i rifiuti accumulati in città hanno superato le 250 mila tonnellate, rappresentando una grave minaccia per l’ambiente e la salute pubblica nel contesto di una crisi umanitaria in corso, che sta entrando nel suo diciannovesimo mese.
In una dichiarazione rilasciata martedì su X, il Comune ha affermato che enormi quantità di rifiuti si stanno accumulando nei quartieri residenziali, senza la possibilità di rimuoverli a causa del blocco e della mancanza di risorse. Secondo quanto riferito, alle squadre comunali è stato impedito l’accesso alle discariche ufficiali.
Il Comune ha affermato di star implementando misure di emergenza parziali per ridurre l’inquinamento, come la raccolta dei rifiuti e il loro trasferimento in discariche temporanee all’interno della città e la pulizia delle strade principali. Tuttavia, ha sottolineato che questi sforzi sono “insufficienti di fronte al rapido deterioramento delle condizioni ambientali e sanitarie”.
La crisi è aggravata dalla carenza di carburante, dalla mancanza di attrezzature per la gestione dei rifiuti e dalle restrizioni imposte da Israele che impediscono il trasferimento dei rifiuti alla discarica principale di Juhor ad-Dik, a est di Gaza.
Le infrastrutture di Gaza sono prossime al collasso totale dopo oltre 17 anni di blocco israeliano e la recente escalation militare, che ha devastato ampie fasce di infrastrutture civili, comprese le reti idriche e fognarie.
Esperti sanitari e ambientali avvertono delle conseguenze a breve termine, tra cui la diffusione di malattie infettive, l’aumento delle popolazioni di insetti e roditori e la contaminazione delle falde acquifere, soprattutto in un’area densamente popolata che soffre di una grave carenza di servizi sanitari.
La crisi dei rifiuti sta aggravando la già enorme pressione sui residenti di Gaza, che si trovano ad affrontare carenze di cibo, acqua ed elettricità, senza soluzioni politiche in vista.
