Guardia israeliana uccisa in una sparatoria al bivio di Gush Etzion

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Al-Khalil/Hebron. Una guardia di sicurezza israeliana è stata uccisa, mercoledì, in una sparatoria al bivio di Gush Etzion, a nord di al-Khalil/Hebron, nella Cisgiordania occupata, secondo quanto riportato dai media israeliani.

I rapporti hanno aggiunto che i due palestinesi che hanno compiuto l’operazione sono stati uccisi sul posto dalle forze di occupazione israeliane.
Nella stessa giornata, le forze di occupazione israeliane hanno ucciso un palestinese sparandogli a distanza ravvicinata e passandogli sopra con un veicolo militare, a ovest di Jenin, mentre lanciavano un’ondata di attacchi e arresti in Cisgiordania occupata e ad al-Quds/Gerusalemme, nel quadro di una campagna sistematica che prende di mira infrastrutture e civili.

Ahmad Ali al-Amour (55 anni), originario della città di Rummana, a ovest di Jenin, è stato ucciso extragiudizialmente dall’esercito di occupazione israeliano. Dopo essere stato colpito a bruciapelo, è stato travolto da un veicolo militare, e il suo corpo è stato successivamente sequestrato dai soldati. Secondo l’esercito israeliano, al-Amour avrebbe tentato di compiere un attacco con armi da taglio.

Fonti locali riferiscono che, dopo l’esecuzione, le forze di occupazione hanno arrestato i figli del martire durante un ampio attacco nella città, che ha incluso l’irruzione in numerose abitazioni e il vandalismo del loro contenuto, mentre venivano schierati rinforzi militari e squadre di cecchini prendevano posizione nell’area.

Con il martirio di al-Amour, il numero di palestinesi uccisi nel governatorato di Jenin è salito a 41 dall’inizio dell’aggressione israeliana in corso, iniziata il 21 gennaio, mentre continuano da 172 giorni le incursioni quotidiane in città e villaggi dell’intera regione.

Nel frattempo, le forze israeliane hanno sequestrato cinque palestinesi nella città di Qalqilya, nella Cisgiordania settentrionale, nell’ambito di una sistematica campagna di arresti in corso in varie aree del territorio occupato.

Una donna palestinese è rimasta ferita dopo essere stata aggredita da coloni nella zona di Masafer Yatta, a sud di al-Khalil/Hebron.

A Nablus, le forze israeliane hanno intensificato la distruzione sistematica delle infrastrutture: bulldozer militari hanno distrutto la strada che collega le città di ‘Aqraba e al-Majdal, a sud della città, mentre due bulldozer israeliani si sono alternati nella demolizione di un’abitazione nel villaggio di Rafat, a ovest del governatorato di Salfit.

Coloni israeliani hanno distrutto una conduttura idrica che riforniva sei villaggi a sud di Nablus, colpendo direttamente infrastrutture civili e mezzi di sussistenza della popolazione.

Nella Gerusalemme occupata/al-Quds, le forze israeliane hanno condotto una massiccia campagna di arresti prima dell’alba nel campo profughi di Qalandiya, a nord della città, arrestando oltre 20 giovani palestinesi durante violente operazioni che hanno visto l’irruzione in decine di abitazioni, la vandalizzazione di proprietà e il posizionamento di truppe sui tetti, il tutto sotto una pesante copertura di munizioni letali, granate stordenti e gas tossici.

Durante le continue violazioni ad al-Quds/Gerusalemme, coloni estremisti hanno preso d’assalto i cortili della moschea di al-Aqsa ed eseguito rituali sotto la stretta protezione della polizia di occupazione israeliana.

Le operazioni della Resistenza si sono intensificate nelle ultime settimane in risposta alle esecuzioni extragiudiziali, agli arresti arbitrari e ad altre gravi violazioni.

(Fonti: Al-Mayadeen, Quds News, PIC).

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