
Ramallah – PIC. La Società dei Prigionieri Palestinesi (PPS) ha documentato testimonianze provenienti dalle carceri israeliane che confermano i continui crimini sistematici contro i detenuti palestinesi, tra cui spari agli arti, costole rotte, scosse elettriche, fame deliberata e negligenza medica.
Questi dati sono stati presentati in un aggiornamento diffuso lunedì dalla PPS ai giornalisti, riguardante “La situazione dei prigionieri nella prima metà di luglio”, basato sulle visite in carcere effettuate dai suoi avvocati.
Secondo il rapporto, “l’amministrazione carceraria israeliana continua a commettere crimini sistematici contro i prigionieri e i detenuti palestinesi, con minacce crescenti per la sorte di oltre 10.800 persone, tra cui donne e bambini”.
Durante decine di visite svolte nella prima metà di luglio, le testimonianze raccolte dai detenuti hanno rivelato pratiche di tortura sistematica, tra cui costole fratturate, sigarette spente sui corpi, scosse elettriche, proiettili di gomma sparati agli arti, fame intenzionale, focolai di scabbia e negazione di cure mediche.
La PPS ha rinnovato il proprio appello alla comunità internazionale per i diritti umani affinché “adotti misure efficaci per ritenere i leader israeliani responsabili dei crimini commessi contro il popolo palestinese, in particolare contro prigionieri e detenuti”.
Ha inoltre sollecitato “l’imposizione di sanzioni che pongano fine all’immunità internazionale di cui gode Israele, ristabiliscano il reale ruolo del sistema dei diritti umani e pongano fine alla paralisi che lo affligge dall’inizio del genocidio israeliano”.
Dal 7 ottobre 2023, con il sostegno degli Stati Uniti, Israele sta conducendo un genocidio nella Striscia di Gaza, fatto di uccisioni, fame, distruzione e sfollamenti, ignorando gli appelli internazionali e le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia che ne chiedono la cessazione.
Il genocidio ha causato oltre 200.000 vittime palestinesi tra morti e feriti — in maggioranza donne e bambini —, più di 11.000 dispersi, centinaia di migliaia di sfollati, una carestia che ha ucciso numerosi civili, compresi bambini, e una devastazione su vasta scala.
