Le forze saudite arrestano un pellegrino egiziano per aver issato la bandiera palestinese alla Mecca

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Mecca – Presstv.ir. Le forze saudite hanno arrestato un pellegrino egiziano nella città santa della Mecca per aver issato la bandiera palestinese e protestato contro l’assedio imposto da Israele e la fame che affligge Gaza.

Un filmato diffuso online mostra un uomo che esclama “Wa Islamah!” – un’espressione storicamente usata per esprimere angoscia quando l’Islam o i musulmani sono in pericolo – mentre lancia un appello urgente per la popolazione affamata di Gaza, vicino alla Ka’aba, il santuario cubico verso cui i musulmani si rivolgono nella preghiera.

La scena toccante, registrata e condivisa sui social, mostra il pellegrino mentre afferma: “I bambini di Gaza stanno morendo. O musulmani!”

Pochi secondi dopo, agenti sauditi intervengono e lo trattengono all’interno della moschea.

L’episodio ha suscitato diffuse condanne e riacceso il dibattito sui rigidi divieti sauditi riguardo all’espressione politica nei luoghi più sacri dell’Islam.

Le autorità vietano ogni tipo di slogan e simbolo, incluse le bandiere nazionali, durante l’Hajj e l’Umrah, sostenendo che tali misure servano a salvaguardare la sacralità del culto.

Tuttavia, i critici sostengono che il regno utilizzi queste restrizioni per reprimere il sostegno alla Palestina e mettere a tacere le espressioni di solidarietà musulmana.

Nel 2023, un pellegrino britannico è stato arrestato per aver indossato una kefiah bianca e un rosario con i colori della Palestina.

Oltre alla Mecca, le autorità saudite avrebbero lanciato una più ampia campagna contro cittadini che criticano Israele o manifestano sostegno a Gaza sui social.

Domenica, le forze israeliane hanno ucciso almeno 63 palestinesi a Gaza, tra cui 34 persone in cerca di aiuti, nonostante l’annuncio di “pause umanitarie” per consentire l’ingresso di convogli di soccorso nel territorio devastato dalla guerra.

Il ministero della Sanità di Gaza ha registrato altri sei decessi per malnutrizione nell’ultimo giorno, tra cui due bambini, portando il totale delle morti per fame a 133.

Almeno 59.821 palestinesi, in gran parte donne e bambini, sono stati uccisi, e altri 144.851 feriti nell’offensiva israeliana su Gaza iniziata il 7 ottobre 2023.

Lo scorso novembre, la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusandoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.

Israele deve inoltre affrontare un’accusa di genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia per la sua guerra contro il territorio costiero sotto assedio.

Traduzione per InfoPal di F.L.

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