
Gaza- Memo. I media israeliani hanno unanimemente lanciato l’allarme, martedì, riguardo a uno tsunami politico globale che starebbe colpendo Israele a causa del continuo genocidio del popolo palestinese nella Striscia di Gaza assediata.
«Alla luce del peggioramento della crisi umanitaria a Gaza e delle accuse internazionali contro Israele per il suo operato nella Striscia, si moltiplicano gli appelli da parte dei leader europei a riconoscere lo Stato di Palestina», ha scritto il sito israeliano Walla in un articolo.
Le notizie di fame estrema, malnutrizione diffusa e ostruzione degli aiuti umanitari stanno suscitando condanne, dichiarazioni politiche e persino misure diplomatiche punitive.
Nelle ultime settimane, varie agenzie umanitarie internazionali hanno pubblicato una serie di rapporti durissimi, incluso uno dell’International Food Security Phases Initiative (IPC), diffuso martedì, che avverte del collasso totale dell’approvvigionamento alimentare nella Striscia di Gaza.
Il rapporto avverte che «lo scenario peggiore, cioè la carestia, si sta ora concretizzando nella Striscia di Gaza», e che l’accesso umanitario immediato e senza ostacoli è l’unico modo per fermare «la fame diffusa e la morte» nella regione.
Secondo l’IPC, le soglie di carestia – i criteri internazionalmente riconosciuti per definire una situazione di fame di massa – sono già state superate nella maggior parte delle aree della Striscia.
Dal mese di aprile a metà luglio, oltre 20.000 bambini sono stati trattati per malnutrizione acuta, tra cui più di 3.000 in condizioni estremamente critiche. Almeno 16 bambini sotto i cinque anni sono morti di fame dal 17 luglio.
