
Dichiarazione della Comunità Palestinese in Italia.
Il 21 agosto 1969, l’estremista sionista Michael Dennis Rohan appiccò il fuoco alla Moschea di Al-Aqsa, poco dopo l’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est. Questo crimine rimane impresso nella memoria collettiva dei popoli arabi e musulmani come un simbolo dell’aggressione contro i luoghi santi dell’Islam.
Oggi, a 56 anni da quel tragico evento, assistiamo a una recrudescenza delle violazioni da parte delle forze di occupazione israeliane e dei coloni estremisti, che ogni giorno irrompono nella Spianata delle Moschee, protetti dai soldati e sostenuti da ministri del governo israeliano di estrema destra. Tali azioni rappresentano un chiaro tentativo di imporre una divisione temporale e spaziale del luogo santo, ed ebraicizzarlo, in spregio al fatto che Al-Aqsa è un sito sacro per oltre due miliardi di musulmani nel mondo.
Le continue profanazioni, le restrizioni imposte ai fedeli, gli arresti dei guardiani e dei funzionari del Waqf islamico, nonché le aggressioni contro figure religiose come lo Sheikh Muhammad Hussein, imam della Moschea di Al-Aqsa, dimostrano il disprezzo di Israele per ogni principio di diritto e libertà religiosa.
Queste violazioni avvengono in parallelo con il genocidio in corso nella Striscia di Gaza e l’intensificazione della colonizzazione in Cisgiordania, nel quadro del progetto di “Grande Gerusalemme”, volto a isolare i palestinesi dalla loro città e a svuotarla della sua popolazione originaria per trasformarla in una capitale ebraica esclusiva.
In occasione di questo anniversario, la Comunità Palestinese in Italia dichiara quanto segue:
- Riaffermiamo il nostro pieno diritto sulla Moschea di Al-Aqsa come patrimonio esclusivo del popolo palestinese e dell’intera Ummah islamica.
- Respingiamo ogni tentativo di ebraicizzazione dei luoghi santi e ribadiamo che i luoghi sacri cristiani e musulmani a Gerusalemme sono parte integrante del patrimonio palestinese.
- Chiediamo alla comunità internazionale, alle organizzazioni religiose e ai difensori dei diritti umani di intervenire con urgenza per fermare le profanazioni quotidiane e garantire protezione internazionale ai luoghi santi.
- Invitiamo le Chiese cristiane di tutto il mondo, inclusa la Santa Sede, a condannare con fermezza le continue violazioni israeliane contro i luoghi santi e le comunità religiose cristiane e musulmane in Palestina.
- Ribadiamo la necessità di porre fine all’occupazione e di portare il governo israeliano, guidato da Netanyahu, di fronte alla giustizia internazionale per i crimini di guerra commessi a Gerusalemme, Gaza e in tutta la Palestina occupata.
In questo giorno di memoria e resistenza, rinnoviamo il nostro impegno a difendere i nostri diritti, la nostra terra e le nostre sacre identità fino alla liberazione di Gerusalemme e alla realizzazione dello Stato di Palestina con Gerusalemme capitale.
21/08/2025
Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
