
L’Aja – MEMO. La Commissione Internazionale di Giuristi (ICJ) ha richiesto formalmente l’apertura di un’indagine nei confronti della vicepresidente della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), Julia Sebutinde, sottolineando che le sue recenti dichiarazioni su Israele mostrano un chiaro conflitto di imparzialità che mina l’integrità giudiziaria, riporta Anadolu.
In una lettera indirizzata al presidente della CIG, Yuji Iwasawa, l’organizzazione con sede a Ginevra ha citato le parole attribuite a Sebutinde durante un intervento del 10 agosto presso la Watoto Church a Kampala, Uganda, dove avrebbe affermato:
“Il Signore conta su di me per stare dalla parte di Israele”.
Secondo la Commissione, se le citazioni riportate fossero confermate, la permanenza di Sebutinde nel processo relativo al caso Sudafrica contro Israele per genocidio sarebbe “profondamente dannosa” per l’imparzialità, la correttezza e l’integrità della Corte. Per questo motivo, i giuristi hanno chiesto la sua immediata rimozione dal procedimento.
Le controverse affermazioni sono state rese note per la prima volta dal quotidiano ugandese The Daily Monitor il 13 agosto, in un articolo dal titolo “Il mio paese mi ha ripudiata dopo la sentenza su Israele e Gaza”.
Durante l’omelia, Sebutinde avrebbe inoltre dichiarato:
“Ora ci sono circa 30 paesi contro Israele… il Signore conta su di me per stare dalla parte di Israele. Tutto il mondo era contro Israele, compreso il mio paese”.
Sempre secondo i resoconti, Sebutinde avrebbe descritto la crisi di Gaza come un segno biblico della Fine dei Tempi, invitando i cristiani a mantenersi vigili.
La Commissione ha richiamato i Principi fondamentali dell’ONU sull’indipendenza della magistratura, che stabiliscono che i giudici devono decidere le controversie “in modo imparziale, sulla base dei fatti e in conformità con la legge, senza indebite influenze”.
