
New York – Presstv. Un ampio gruppo di funzionari delle Nazioni Unite presso l’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR) ha formalmente esortato il capo Volker Turk a descrivere esplicitamente le azioni militari israeliane nella Striscia di Gaza come un genocidio in corso.
In una lettera, hanno affermato che le definizioni legali di genocidio applicabili alla quasi biennale offensiva israeliana contro l’enclave costiera assediata risultano soddisfatte, indicando la portata, la varietà e la natura delle violazioni documentate.
“L’OHCHR ha una forte responsabilità legale e morale di denunciare atti di genocidio”, si legge nella lettera firmata dal Comitato del Personale a nome di oltre 500 dipendenti, che ha chiesto a Turk di assumere una “posizione chiara e pubblica”.
“Non denunciare un genocidio in corso mina la credibilità delle Nazioni Unite e dell’intero sistema dei diritti umani”, si aggiunge nel testo.
La lettera richiama anche il fallimento morale percepito dell’organizzazione internazionale nel non aver fatto di più per fermare il genocidio in Ruanda del 1994, che causò oltre un milione di morti.
L’appello a Turk, avvocato austriaco con decenni di esperienza nelle Nazioni Unite, ha ricevuto il sostegno di circa un quarto dei suoi 2.000 funzionari internazionali.
La lettera riecheggia le accuse di varie organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, che hanno già accusato Israele di genocidio.
Anche l’esperta indipendente dell’ONU Francesca Albanese ha utilizzato il termine, ma non le Nazioni Unite come istituzione.
Turk ha più volte condannato le azioni israeliane a Gaza, avvertendo del crescente rischio di crimini atroci. Ha affermato che la lettera mette in luce preoccupazioni importanti.
“So che tutti condividiamo un sentimento di indignazione morale per gli orrori a cui stiamo assistendo, così come frustrazione di fronte all’incapacità della comunità internazionale di porre fine a questa situazione”, ha detto.
Ha invitato i dipendenti a “restare uniti come Ufficio di fronte a tale avversità”.
Almeno 62.966 palestinesi sono stati uccisi, per lo più donne e bambini, e altri 159.266 sono rimasti feriti nella brutale offensiva israeliana su Gaza dal 7 ottobre 2023, secondo il ministero della Sanità di Gaza.
Nel novembre 2024, la Corte penale internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto contro Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusandoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.
Israele deve inoltre affrontare un processo per genocidio presso la Corte internazionale di giustizia (CIG) per la sua guerra contro il territorio costiero assediato.
Traduzione per InfoPal di F.L.
