
Le forze di occupazione israeliane non hanno iniziato una “nuova operazione militare” nella città di Gaza semplicemente perché il genocidio in corso non si è mai fermato da quasi due anni. Quello che si sta verificando ora è un’escalation senza precedenti, con interi quartieri residenziali rasi al suolo sotto bombardamenti incessanti e l’uso di robot esplosivi e tecniche distruttive che mirano a cancellare ogni forma di vita nella città.
Facciamo un appello urgente ai decisori politici e all’opinione pubblica internazionale per un intervento immediato volto a fermare il genocidio a Gaza, proteggere le vite umane e le proprietà, e porre fine all’assedio che dura da 18 anni, aggravando fame, malattie e collasso dei servizi essenziali.
Secondo il ministero della Salute palestinese a Gaza, nelle ultime 24 ore sono stati registrati:
• 98 martiri e 404 feriti.
• Diverse vittime restano ancora sotto le macerie o nelle strade, dove i soccorsi non riescono a raggiungerli.
Dal 7 ottobre 2023, il bilancio totale dell’aggressione israeliana è salito a:
• 63.557 martiri e 160.660 feriti.
Tra gli operatori umanitari:
• 46 martiri e 239 feriti solo nelle ultime 24 ore.
• Totale: 2.294 martiri e oltre 16.839 feriti.
Inoltre, nelle ultime 24 ore, sono stati registrati 9 decessi causati da fame e malnutrizione, inclusi 3 bambini. Il totale delle morti per fame è ora:
• 348 decessi, tra cui 127 bambini.
In parallelo, è partita la “Flottiglia della Resistenza” (Freedom Flotilla), con aiuti alimentari e attivisti da 44 paesi, per attirare l’attenzione del mondo sulla catastrofe in corso e chiedere la fine dell’assedio e l’ingresso immediato di aiuti.
01/09/2025
Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
