Minaccia israeliana incombe su tutta la regione e sul mondo musulmano: ministro degli Esteri iraniano

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Teheran – Presstv. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito i Paesi musulmani che la minaccia rappresentata dalla barbarie e dall’espansionismo del regime israeliano incombe ora su tutta la regione dell’Asia occidentale e sul mondo musulmano.

“I Paesi della regione sono giunti alla conclusione che la minaccia posta dal regime sionista non è confinata a un solo luogo, ma prende di mira l’intera regione e il mondo musulmano”, ha dichiarato martedì a Teheran il capo della diplomazia.

Il regime di Tel Aviv mira a seminare divisione, debolezza e frammentazione tra i musulmani e ha nuovamente riproposto l’idea di una “Grande Israele”, ha aggiunto Araghchi, intervenendo durante un incontro a margine della 39ª Conferenza Internazionale sull’Unità Islamica nella capitale iraniana.

Il funzionario faceva riferimento a una cosiddetta visione coltivata dal regime, che prevede l’occupazione di parti di Egitto, Giordania, Siria e Libano, oltre che dei territori palestinesi occupati.

Ha osservato che il 1500º anniversario della nascita del Profeta Muhammad (PBSL) ha offerto un’importante occasione per discutere delle minacce che incombono sul mondo musulmano, con la Settimana dell’Unità che rappresenta una piattaforma adeguata per tale dialogo.

Promossa dal defunto fondatore della Repubblica Islamica, l’Ayatollah Khomeini, la ricorrenza comprende un periodo di sette giorni che inizia ogni anno con l’anniversario della nascita del Profeta dell’Islam.

Essa promuove il tema di una forte solidarietà all’interno della comunità musulmana internazionale di fronte alle interferenze esterne, così come alle ingerenze imperialiste ed egemoniche.

“Minaccia senza precedenti”.

Secondo Araghchi, l’identità e la coesione della comunità musulmana globale sono state messe sotto una minaccia senza precedenti, sostenuta dal regime e dagli Stati occidentali.

In tale contesto, l’unità islamica è passata dall’essere un ideale a un imperativo religioso e strategico, ha affermato, aggiungendo che l’unità tra i Paesi musulmani non è soltanto auspicabile, ma anche obbligatoria.

La situazione attuale, ha aggiunto il funzionario, ha fatto comprendere ai Paesi della regione che l’avvertimento lanciato continuamente dalla Repubblica Islamica fin dalla sua nascita, nel 1979, riguardo agli inganni della campagna sionista globale, era fondato.

“Il principale avversario è il sionismo”, ha detto, ribadendo l’ammonimento.

Araghchi ha tuttavia lodato il fatto che — nonostante la situazione — la cooperazione regionale con la Repubblica Islamica stia crescendo e che l’Iran sia ormai riconosciuto come un vero amico e sostenitore dei musulmani e dei popoli della regione.

Il funzionario ha esortato il miliardo e mezzo di musulmani nel mondo a sfruttare il proprio potenziale collettivo per rafforzare e far progredire il mondo musulmano.

Citando un esempio di unità islamica efficace, ha fatto riferimento a musulmani sciiti e sunniti, così come ad arabi e persiani, che si sono uniti in tutta la Repubblica Islamica per fronteggiare la guerra non provocata del regime israeliano contro il Paese, lo scorso giugno.

Traduzione per InfoPal di F.F.

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