
Gaza – PIC. La Global Sumud Flotilla (GSF), in partenza per rompere il blocco israeliano su Gaza, si sta avvicinando alle acque territoriali greche vicino a Creta, e gli organizzatori stimano che raggiungerà Gaza entro sei giorni.
La GSF, composta da decine di imbarcazioni e navi che trasportano attivisti provenienti da quasi 50 paesi, rappresenta il più grande sforzo marittimo civile finora compiuto per sfidare l’assedio israeliano sulla Striscia, che dura da 18 anni, dove la carestia ha già causato la morte di almeno 442 palestinesi.
Gli organizzatori hanno segnalato droni non identificati che hanno sorvolato le navi per tre notti consecutive, uno sviluppo che hanno condannato come un tentativo di intimidazione e screditare la missione. Hanno anche ricordato precedenti incidenti in Tunisia, dove due navi della flottiglia sono state colpite da droni israeliani nel porto di Sidi Bou Said. Israele è rimasto in silenzio su quegli attacchi. Il parlamentare francese François Piquemal, che si è unito alla flottiglia, ha accusato Israele di diffamare sistematicamente chiunque si esprima contro quello che ha definito un genocidio a Gaza. “Si tratta di un’iniziativa puramente civile e umanitaria”, ha dichiarato all’agenzia Anadolu, sottolineando che tra i partecipanti figurano medici, operatori umanitari, politici, giornalisti e artisti.
“Queste accuse sono le solite tattiche di uno Stato che commette un genocidio”, ha affermato Piquemal. “Persino Papa Leone è stato recentemente etichettato come antisemita. Tale retorica mira a distogliere l’attenzione dalla realtà del terrore”.
Ha sottolineato che la missione è guidata dal dovere umanitario, non dalla politica: “I partecipanti a questa flottiglia si rifiutano di restare a guardare Gaza morire di fame. Agiscono perché la comunità internazionale ha fallito”.
Gli organizzatori hanno sottolineato che il loro impegno civile e pacifico è conforme al diritto internazionale e che la consegna di aiuti via mare a Gaza è un diritto tutelato. Hanno denunciato le minacce di Israele contro la flottiglia, definendole tentativi illegali di mantenere un blocco che ha fatto sprofondare 2,4 milioni di palestinesi nella fame.
Dal 2 marzo di quest’anno, Israele ha sigillato tutti i valichi di Gaza, bloccando i camion di cibo e aiuti umanitari, e consentendo solo un’assistenza estremamente limitata, insufficiente a soddisfare anche i bisogni minimi di sopravvivenza. Molti camion sono stati, inoltre, saccheggiati da bande protette dall’esercito israeliano.
Sostenuto dagli Stati Uniti, il genocidio israeliano a Gaza ha ucciso più di 65.000 palestinesi e ne ha feriti oltre 166.000 dal 7 ottobre 2023.
Traduzione per InfoPal di F.L.
