
Gaza – PIC. Il Gaza Rights Center (GRC) ha espresso profonda preoccupazione per l’aumento esponenziale di attacchi sistematici israeliani contro ospedali e strutture sanitarie della città di Gaza, che “sono diventati un modello costante volto a smantellare l’intero sistema sanitario ed eliminare qualsiasi capacità di salvare vite umane”.
“L’intensificazione dell’aggressione israeliana ha reso la maggior parte degli ospedali di Gaza completamente o parzialmente fuori servizio”, ha dichiarato il GRC in una nota, mercoledì.
“L’ospedale Al-Quds, gestito dalla Mezzaluna Rossa Palestinese e situato nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud della città, è sotto stretto assedio. Le forze israeliane hanno circondato l’area, impedendo l’ingresso e l’uscita di pazienti e personale medico e aumentando drasticamente i rischi per le loro vite”, ha aggiunto il GRC.
Il GRC ha anche sottolineato la chiusura della stazione di ossigeno a seguito di un attacco diretto israeliano, martedì sera, che ha costretto le équipe mediche a fare affidamento esclusivamente su bombole di ossigeno pre-riempite, che durano solo due giorni.
In un contesto correlato, il dott. Munir al-Bursh, direttore generale del ministero della Salute di Gaza, ha lanciato l’allarme per l’imminente chiusura degli ospedali in tutta la Striscia di Gaza entro 48 ore, a causa della paralizzante carenza di carburante, segnalando una “crisi umanitaria senza precedenti”.
Nel suo discorso alla stampa di martedì, il dott. al-Bursh ha affermato che l’esercito di occupazione israeliano ha bombardato l’ospedale di riabilitazione Hamad, mettendolo completamente fuori servizio, e ha distrutto l’ospedale pediatrico Al-Rantisi, l’ospedale oculistico e un centro di soccorso medico della città di Gaza.
Ha osservato che i ripetuti attacchi alle strutture mediche hanno reso inagibile la maggior parte degli ospedali di Gaza, aggiungendo che l’esercito israeliano ha distrutto o reso inutilizzabili 38 ospedali, lasciandone solo 13 parzialmente operativi.
Traduzione per InfoPal di F.L.
