
Marsiglia-InfoPal. A cura di Alessandro Barbieri. Giovedì pomeriggio, a Marsiglia, 123 persone sono state arrestate e messe in detenzione provvisoria per aver partecipato a una manifestazione non dichiarata davanti ai cancelli di Eurolinks, impresa accusata di vendere componenti militari a Israele. Tra di loro è stata fermata anche Florence Heskia, membro dell’unione ebraica francese per la pace e coordinatrice nazionale della Global Sumud Flotilla.
È a questo titolo che “dopo aver partecipato al corteo sindacale al mattino, ha raggiunto la manifestazione organizzata davanti a Eurolinks dove avrebbe dovuto prendere la parola”, spiega il marito Alain, che conclude: “degli amici mi hanno chiamato per avvertirmi che era stata prelevata dalla polizia. Sono riuscito a parlarle qualche minuto verso le 15, e mi ha spiegato che non partecipava alla manifestazione ma si è avvicinata quando la polizia ha intrappolato i manifestanti, allora l’hanno fermata”.
L’impresa, nella periferia nord della città, è oggetto di una denuncia della Lega dei Diritti dell’Uomo, in particolare per crimini contro l’umanità e complicità nel genocidio. Lo scorso 4 giugno i portuali di Marsiglia e Fos avevano già bloccato dei container contenenti 14 tonnellate di componenti di mitragliatrici, e altre forniture militari tra cui dei tubi di cannoni, destinate a Israele e fabbricate da Eurolinks. In seguito, l’azienda è stata bloccata il 10 e il 18 settembre, da un centinaio di persone che con bidoni della spazzatura e uno striscione “Chiudiamo la fabbrica del genocidio”, hanno impedito il passaggio dei fornitori.
Dopo l’arresto di Florence Heskia la preoccupazione tra i membri della Flotilla è grande, perché nel telefono dell’attivista sarebbero registrati centinaia di nomi e dati sensibili dei partecipanti e sostenitori della missione, oltre che i piani operativi e le email private dell’organizzazione. Il timore è che la polizia francese se ne possa servire per compiere delle inchieste su larga scala, e che possa consegnare i dati a altri stati, compreso Israele.
Per ora dalla Global Sumud Flotilla non sono state fatte dichiarazioni, ma in un comunicato della Waves of Freedom France, associazione che fa parte della Flotilla in Francia, si legge: “Chiediamo al governo francese il rilascio di Florence Heskia e degli altri manifestanti, e che vengano applicate le misure conservative della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), in virtù della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948 di cui la Francia è firmataria”.
