Arabia Saudita, Turchia, Giordania e Qatar irritate per le modifiche di Netanyahu al piano di Trump per Gaza

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Gaza – MEMO. Le importanti modifiche apportate lunedì dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al piano di Trump per Gaza hanno scatenato la rabbia tra i funzionari arabi che prendono parte ai negoziati.

Secondo fonti informate, i dirigenti di Arabia Saudita, Egitto, Giordania e Turchia si sono mostrati particolarmente scontenti delle modifiche.

Le fonti hanno spiegato che l’accordo ora presentato a Hamas è fondamentalmente diverso dalla versione precedentemente redatta dagli Stati Uniti in coordinamento con un gruppo di paesi arabi e islamici.

Hanno sottolineato che l’intervento dell’ultimo minuto di Netanyahu ha trasformato il piano da un’iniziativa congiunta a un documento che riflette le priorità di sicurezza di Israele piuttosto che un quadro equo per la pace.

Domenica, in un incontro a porte chiuse durato sei ore, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il genero di Trump Jared Kushner hanno incontrato Netanyahu e il suo stretto consigliere Ron Dermer. Durante i colloqui, Netanyahu è riuscito a introdurre una serie di modifiche significative, in particolare alle clausole relative alle condizioni e ai tempi per il ritiro delle forze israeliane da Gaza.

La versione finale del piano ora collega direttamente il ritiro di Israele ai progressi nello smantellamento delle armi di Hamas. Si spinge ancora oltre, concedendo a Israele un diritto di veto sull’intero processo.

L’agenzia di stampa Axios ha citato funzionari statunitensi che hanno dichiarato di essere pronti a prendere in considerazione le richieste di Hamas di chiarimenti o modifiche specifiche, ma non avrebbero riaperto l’intero piano per una rinegoziazione.

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