Assange sarà finalmente libero

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Da Lantidiplomatico.it/.


WikiLeaks ha pubblicato un video di Assange all’aeroporto di Sansted mentre sale su un aereo diretto in Australia.

Si legge nel post di di WikiLeaks su X:

 “Questo è il risultato di una campagna globale che ha coinvolto organizzatori di base, sostenitori della libertà di stampa, legislatori e leader di tutto lo spettro politico, fino alle Nazioni Unite”.

L’organizzazione aggiunge che ciò ha creato spazio per un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti che non è stato ancora concluso formalmente.

Accordo provvisorio con gli Usa.

Come riportato da diversi media, Assange ha raggiunto un accordo con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti in base al quale accetta di dichiararsi colpevole delle accuse penali di cospirazione per ottenere e divulgare documenti riservati della difesa nazionale degli Stati Uniti.

L’imputato comparirà in tribunale oggi a Saipan, nelle Isole Marianne Settentrionali (che fanno parte degli Stati Uniti), secondo una lettera inviata da un funzionario del Dipartimento di Giustizia.

NBC News indica che Assange dovrebbe essere condannato a 62 mesi. Considerando il tempo che ha già trascorso in prigione, ciò significherebbe che il fondatore di WikiLeaks sarà libero. 

Il cammino tortuoso verso la libertà

Da 2019, Assange era prigioniero nel carcere Belmarsh di Londra nel 2019, dopo che l’allora presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, ne aveva consentito l’arresto presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra, dove il giornalista australiano era rimasto dopo aver ottenuto l’asilo politico nel giugno del 2012.

Nel giugno 2022, il Regno Unito ha approvato l’estradizione di Assange negli Stati Uniti. A maggio la Corte Suprema britannica ha stabilito che Assange aveva il diritto di presentare ricorso contro la sua estradizione negli Stati Uniti.

Se fosse stato estradato negli Stati Uniti, Assange avrebbe rischiato 175 anni di prigione per la pubblicazione di centinaia di migliaia di pagine di documenti militari segreti e dispacci diplomatici riservati sulle attività di Washington nelle guerre in Iraq e Afghanistan.

Presidenti, personalità politiche, movimenti e attivisti di tutto il mondo hanno celebrato la notizia della liberazione di Julian Assange, detenuto nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh da più di cinque anni.

“Oggi celebriamo la tua libertà”, le parole della neoeletta presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, la quale  ha ricordato  con una fotografia che, il 14 settembre 2022, in qualità di sindaco della capitale messicana, aveva consegnato a Julian Assange le chiavi della città attraverso la sua famiglia.

Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, si è congratulato con Julian Assange per la sua libertà, precisando che “l’eterna prigionia e la tortura di Assange costituiscono un attacco contro la libertà di stampa su scala globale”.

Allo stesso modo, il presidente colombiano ha riconosciuto che “denunciare il massacro di civili in Iraq da parte dello sforzo bellico statunitense è stato un suo crimine, ora il massacro si ripete a Gaza”, ed ha invitato Assange e sua moglie Stella a visitare la Colombia: “facciamo un atto per la vera libertà”, l’invito di Petro.

“Almeno in questo caso, la Statua della Libertà non è rimasta un simbolo vuoto; è viva e felice come milioni di persone nel mondo”,  ha scritto sul suo account X  il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador. 

Miguel Díaz-Canel, presidente di Cuba, ha sottolineato che la  “lunga e crudele punizione” che ha subito l’australiano per aver denunciato i crimini di Washington “rimarrà nella memoria del popolo come prova di quanto poco i suoi carcerieri credano nella libertà di stampa”.

Il presidente della repubblica bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha definito il fondatore di WikiLeaks un esempio di “coraggio nella battaglia per la verità”, evidenziando che la sua liberazione è un trionfo a favore della lotta dell’umanità per il rispetto dei diritti umani. allo stesso tempo, il vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela (PSUV), Jorge Arreaza,  ha considerato la notizia straordinaria, sottolineando che Assange “non avrebbe mai dovuto essere perseguitato, tanto meno incarcerato”.

Sacha Llorenti, ex presidente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ha definito la libertà dell’attivista come una “vittoria per il giornalismo” e la prova che “la lotta produce risultati”. “Oggi il mondo è un po’ più giusto”, ha aggiunto.

“Un brav’uomo, finalmente libero. La situazione sta cambiando “, ha scritto il giornalista statunitense Tucker Carlson sul suo account X.

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