
Gaza – PIC. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) ha dichiarato che il rapido deterioramento del sistema sanitario di Gaza, alla luce dei recenti “ordini di evacuazione” israeliani, rappresenta una minaccia diretta per il Complesso Medico Nasser di Khan Yunis e ostacola ulteriormente la capacità di fornire assistenza a feriti e malati.
In una dichiarazione rilasciata lunedì, il CICR ha confermato che la situazione umanitaria a Gaza continua a peggiorare. I civili vengono uccisi e feriti quotidianamente a causa dell’intensa aggressione, mentre le loro sofferenze sono aggravate dalle continue restrizioni al flusso di aiuti umanitari, che rendono sempre più difficile l’accesso a beni essenziali come carburante, acqua e cibo.
La dichiarazione ha rivelato che l’ospedale da campo della Croce Rossa a Gaza ha ricevuto oltre 370 feriti in un breve lasso di tempo tra domenica e lunedì. Molti dei pazienti avevano riportato ferite da arma da fuoco mentre cercavano di raggiungere un centro di distribuzione alimentare: un’indicazione allarmante del continuo rischio per i civili e del peggioramento delle condizioni umanitarie.
Fonti mediche dell’ospedale hanno riferito che oltre 200 pazienti sono stati ricoverati in un solo giorno, il numero più alto registrato dalla sua istituzione, a causa di un incidente con un elevato numero di vittime.
Il CICR ha sottolineato che, secondo il diritto internazionale umanitario, la protezione dei civili durante i conflitti armati è un obbligo legale e morale. Le parti in conflitto devono esercitare la massima cautela per evitare di danneggiare i civili e le infrastrutture civili. Tuttavia, la realtà a Gaza, ormai a oltre 20 mesi dall’inizio della crisi, continua a dimostrare che i civili stanno pagando il prezzo più alto.
Il CICR ha inoltre sottolineato l’urgente necessità di un ingresso immediato e senza ostacoli di aiuti umanitari, inclusi cibo, acqua, medicine e forniture sanitarie, garantendo al contempo che i feriti e i malati ricevano le cure di emergenza di cui hanno disperatamente bisogno.
L’organizzazione ha rinnovato il suo appello a rispettare e proteggere gli operatori sanitari, le squadre di soccorso e il personale della protezione civile, sottolineando i numerosi decessi e feriti subiti da questi gruppi negli ultimi mesi.
Il CICR ha inoltre avvertito che la situazione in Cisgiordania non è meno grave, con i civili che soffrono per la distruzione di case e terreni agricoli, la violenza nei villaggi e le continue restrizioni che incidono sulla disponibilità di carburante, limitano i servizi di emergenza e ostacolano l’accesso all’assistenza sanitaria. Migliaia di persone rimangono sfollate a causa del peggioramento delle difficoltà economiche e sociali.
La Croce Rossa ha concluso affermando che, anche sotto occupazione, ai civili deve essere consentito di vivere una vita il più normale possibile, con la dignità preservata, i bisogni primari soddisfatti e i diritti umani rispettati.
